È online da oggi sul sito della Fisac Cgil la nuova piattaforma interattiva dedicata alla desertificazione bancaria. Si tratta di un vero e proprio osservatorio digitale che consente di leggere, attraverso mappe e dati, l’evoluzione nel tempo della presenza delle banche sul territorio italiano.

Nel dettaglio la piattaforma permette di passare dal quadro nazionale alla singola regione, provincia o comune, confrontare i dati su periodi diversi, misurare la variazione e la densità degli sportelli e selezionare una specifica banca o gruppo bancario.

La piattaforma permette di scorporare i dati tra banche appartenenti al sistema Abi e banche di credito cooperativo, così da analizzare separatamente l’evoluzione e la presenza territoriale dei due sistemi. È inoltre possibile mettere a confronto due istituti per verificare il diverso grado di presidio dei territori. Le mappe possono infine essere esportate in diversi formati per la condivisione e la comunicazione.

Esposito: così i dati diventano accessibili e comprensibili

“Abbiamo costruito questo strumento - spiega la segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito - perché i dati, per contare, devono essere accessibili e comprensibili. La desertificazione bancaria non è soltanto una questione di numeri: riguarda il lavoro, l’accesso ai servizi e la coesione territoriale. Per questo vogliamo offrire a tutte e a tutti uno strumento semplice per conoscere e leggere il fenomeno”.

I dati: sportelli bancari in Calo

La fotografia aggiornata a giugno 2026, elaborata dalla Fisac Cgil sulla base dei dati degli albi ed elenchi di vigilanza della Banca d’Italia e della popolazione Istat, restituita dalla piattaforma è significativa: in Italia gli sportelli bancari sono 19.268, 376 in meno rispetto a un anno prima (-1,9%).

Sono 3.536 i Comuni senza sportello, circa il 45% del totale, mentre 1.874 dispongono di una sola filiale. Nell’ultimo anno, inoltre, 55 comuni hanno perso l’ultima banca presente sul territorio.

“Sono numeri che raccontano un processo che non possiamo considerare inevitabile. Dove scompare una filiale viene meno un presidio economico e sociale e diventa più difficile per cittadini, famiglie e imprese accedere ai servizi e al credito. Rendere visibile questo fenomeno significa anche poter discutere di quali politiche e quali scelte industriali servano per garantire una presenza bancaria adeguata nei territori”, conclude Esposito.