È il giorno dell’assemblea di Firenze. Circa 1.700 delegati e rappresentanti della sicurezza di Cgil e Uil si ritrovano alla Leopolda, per discutere proprio di sicurezza e dire basta alle morti sul lavoro. L’altro grande tema sul tavolo è la rappresentanza sindacale. Ne abbiamo parlato con Luigi Giove, segretario confederale della Cgil con delega all’organizzazione.

Sicurezza sul lavoro e rappresentanza. Assemblea nazionale Rls e Rsu di Cgil e Uil
Sicurezza sul lavoro e rappresentanza. Assemblea nazionale Rls e Rsu di Cgil e Uil

 

In diretta dalla stazione Leopolda di Firenze. Introduce Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil. Conclude Maurizio Landini, segretario generale Cgil

Partiamo dall’assemblea di Cgil e Uil di oggi, 22 marzo. Cos’è questo appuntamento, come si costruisce e qual è il senso?
L’assemblea di Firenze vede il coinvolgimento di 1.700 tra delegati e rappresentanti dei lavoratori, equamente divisi tra Cgil e Uil. È un primo momento importante di confronto a livello nazionale, per fare il punto su una situazione drammatica di emergenza: quella degli infortuni, le malattie e le morti sul lavoro. Spesso, quasi sempre, si parla di sicurezza solo a fronte di stragi, mentre in realtà la mancanza di sicurezza comporta uno stillicidio di problemi: ci sono gli incidenti più o meno gravi, le organizzazioni del lavoro sbagliate e anche le malattie invalidanti. Per parlare di tutto ciò a Firenze ci sono 1.700 persone che arrivano da tutte le regioni e tutte le categorie, in rappresentanza della nostra presenza nei luoghi di lavoro a livello nazionale. È anche l’occasione per lanciare l'iniziativa di mobilitazione che porterà allo sciopero nazionale di 4 ore dell’11 aprile, proclamato da Cgil e Uil.

L’altro grande tema della giornata è la rappresentanza.
Esatto. Si tratta di un punto fondamentale, che in questa fase vede Cgil e Uil agire in modo corale. Riteniamo sbagliato l'atteggiamento del governo, che continua con questo modo di fare apparentemente inclusivo per cui ogni sigla sindacale trova una sua collocazione ai tavoli che vengono convocati. Il risultato è che i sindacati davvero rappresentativi si ritrovano mescolati a tantissimi altri. È un confronto finto. Sono incontri a cascata che provocano una diluzione della rappresentanza, noi abbiamo un’altra idea: i sindacati vanno pesati, non contati.

Non misurare la vera rappresentanza, infatti, porta tutta una serie di storture…
Non c’è solo il tema degli incontri e dei tavoli. C’è un altro grave problema: sempre più spesso, sia sulla legge delega sulla contrattazione, sull’ex salario minimo, sia sul decreto che contiene il presunto contrasto agli infortuni sul lavoro, non si parla più di contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, ma si parla di contratti più applicati in Italia. Tradotto: non essendoci l’obbligo dell’erga omnes, così i contratti saranno decisi dalle imprese in modo unilaterale.

Leggi anche

Tornando all’assemblea di Firenze, com’è organizzata?
Ad aprire i lavori sarà il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. A chiudere sarà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Sono previsti alcuni interventi di delegate e delegati che racconteranno la loro condizione nei luoghi di lavoro e le iniziative che Cgil e Uil mettono in campo.

L’appuntamento di oggi come si inserisce nella mobilitazione in atto?
Il percorso si costruisce a partire dalle iniziative di ottobre e novembre dello scorso anno. C’è stato uno sciopero generale, a cui alcuni lavoratori non hanno potuto partecipare per la precettazione, una decisione un po’ originale della Commissione di garanzia. Fu uno sciopero riuscito con alta adesione e importanti manifestazioni a carattere territoriale e regionale. La piattaforma su cui si fondava l’iniziativa era costruita attorno all’idea di una legge di bilancio alternativa a quella presentata dal governo, che venisse discussa con i sindacati. Anche in quel caso ci fu un incontro farsa, a poche ore dall’approvazione in Consiglio dei ministri, con la legge che venne poi blindata in Parlamento. Poi l’interlocuzione con la Uil è proseguita, anche di fronte alla tragedia del cantiere Esselunga di Firenze: c’è stato uno sciopero nazionale di due ore dei metalmeccanici ed edili di Cgil e Uil, più molte iniziative nei territori. Oggi facciamo il punto su salute, sicurezza e rappresentanza. L’11 aprile sarà sciopero nazionale di quattro ore in un’unica giornata, proprio sul nodo della sicurezza. Sabato 20 aprile poi andiamo in piazza a Roma per continuare quella mobilitazione lanciata alla fine dell’anno scorso.

In conclusione, quali sono gli effetti più negativi delle politiche del governo?
C’è sostanzialmente un taglio netto del welfare pubblico, a partire dalla sanità che ha subito tagli draconiani e si trova in pieno processo di privatizzazione. Oggi non tutti hanno più diritto alla salute, in particolare alla prevenzione. Poi noi chiediamo un fisco equo e redistributivo, come previsto dalla Costituzione, all’insegna della progressività. Invece stiamo assistendo solo a condoni, regali agli evasori ed elusori fiscali, senza nessun ritorno effettivo per coloro che pagano le tasse fino in fondo, ossia lavoratori dipendenti e pensionati. Con la nostra mobilitazione, inoltre, vogliamo indicare una via di unità del Paese, che non può essere diviso e frammentato dall’autonomia differenziata, perché questo porterebbe altre conseguenze gravi nei divari fra territori e cittadini.