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Fermiamo la strage

Belluno, muore operaio travolto da un albero

Foto: Simona Caleo
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L'uomo, dipendente di un'azienda del settore boschivo, era impiegato nei lavori di esbosco nelle foreste colpite dalla tempesta Vaia, che - ha più volte denunciato la Flai Cgil - richiedono un'attenzione ancora maggiore rispetto al normale

Un operaio di 59 anni ieri (7 aprile) è morto nel territorio di Gosaldo, in località Troi delle Caore, nel bellunese, travolto da un albero. L'uomo stava lavorando al taglio del bosco quando un tronco è precipitato e lo ha schiacciato. 

"Nel tragico infortunio mortale avvenuto ieri nei boschi dell’agordino, nel territorio del Comune di Gosaldo - ha dichiarato Sebastiano Grosselle, segretario generale Flai Cgil Belluno - ha perso la vita Paolo Marcon, un lavoratore bellunese dipendente di un’azienda del settore boschivo. Pur non potendo dire nulla rispetto alla dinamica, alle condizioni di lavoro e alle relative responsabilità di questa tragedia, su cui saranno gli enti preposti a far luce, non possiamo non rinnovare il grido di allarme rispetto alle condizioni di sicurezza del lavoro in questo settore. A ottobre dell’anno scorso sono accaduti due gravi infortuni, di cui uno mortale, che si sommano agli altri occorsi nel contesto dei lavori di esbosco nelle foreste colpite dalla tempesta Vaia. 

Operare in un contesto di bosco danneggiato da un evento di quella natura, come dalle prime notizie sembrerebbe essere accaduto anche in questa circostanza, richiede un’attenzione ancora maggiore rispetto al normale. La nostra organizzazione ha già denunciato, nei mesi scorsi, le condizioni di lavoro in cui normalmente si opera nel nostro territorio, in particolare nelle operazioni di esbosco. Questo nuovo, drammatico episodio, ne è ennesima conferma! 

Dobbiamo purtroppo riscontrare che i nostri appelli sono caduti nel vuoto. Da tempo aspettiamo una convocazione in Prefettura, richiesta dopo i gravi infortuni dell'ottobre scorso. Riteniamo sia necessaria un’approfondita verifica circa la puntuale applicazione nei cantieri boschivi di tutta la normativa sulla sicurezza e, inoltre, consideriamo indispensabile una forma di controllo “a monte” rispetto alla formazione e alla dotazione tecnologica per le imprese chiamate a operare in contesti di bosco schiantato. Interesseremo dunque nuovamente il livello prefettizio per un appuntamento che, riteniamo, non sia più rimandabile. Oltre a questo, registriamo che anche la richiesta di insediamento della Sezione Territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, avanzata all'Inps provinciale da tutte le parti sociali del settore agricolo ancora a novembre, non ha ricevuto risposta. La Sezione Territoriale, istituita con la Legge 199 del 2016, potrebbe rappresentare un ulteriore organo di controllo rispetto alle condizioni sia di regolarità che di sicurezza in cui operano i lavoratori anche del settore boschivo. 

Una cosa è certa: questi tragici eventi non sono frutto di fatalità imprevedibili su cui non si possa fare nulla, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono conseguenza della mancata prevenzione e di un’organizzazione del lavoro non adeguata ai fattori di rischio. Su questi aspetti si può e si deve fare molto di più e meglio, e in questo senso lavoreremo affinché sia invertita una tendenza tragica e inaccettabile".