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Veneto

Venezia, Ulss 3: Via le coop dei medici. La decisione segue l'allarme della Cgil

Foto: mdominguezfoto (da www.unplash.com)
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Finalmente l’Ulss 3 a Venezia interviene sugli appalti di servizi affidati a cooperative che forniscono medici in reparti ospedalieri in ben 13 lotti, di cui 5 risolti a causa di inadempienze molto gravi. Le risoluzioni dei contratti riguardano i reparti di Anestesia e Pronto Soccorso di Mirano e Dolo, Pronto soccorso Ospedale Civile di Venezia e Radiologia di Mirano e Dolo, in quest’ultimo addirittura la cooperativa non ha mai iniziato il servizio.
“Questa delibera di risoluzione arriva dopo molteplici segnalazioni che come sindacato abbiamo posto alla Direzione dell’Ulss 3 nei tavoli permanenti sull’emergenza Covid e sugli organici e, dopo che si è resa necessaria una denuncia pubblica sui disservizi provocati dalle cooperative in appalto che inevitabilmente ricadono sul personale diretto dell’Ulss aggravandone il carico di lavoro già elevato.

 Apprendiamo che tale scelta sia avvenuta dopo ben 38 contestazioni operate dall’Ulss, che equivalgono a mancanze nei confronti dei cittadini e a carichi di lavoro aggiuntivi per i lavoratori dell’Ulss”, dichiarano Daniele Giordano (Cgil), Daniele Tronco (Spi Cgil), Marco Busato (Fp Cgil).

“Ora si procederà ad affidare il servizio ad altre cooperative, nello specifico a quelle arrivate successivamente in graduatoria, rimaniamo però preoccupati – proseguono i dirigenti sindacali -: cambiare cooperativa non risolve il problema anche perché dobbiamo segnalare disservizi anche nei lotti che non sono stati messi in discussione dalla delibera del Direttore Generale, come nei reparti di Chioggia dove continuano a esserci problemi di copertura nei turni. Nel lotto 11 poi – puntualizzano – relativo al Pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Venezia, non si sono presentate altre cooperative. Non potendo quindi affidare ad altri il servizio si determinerà una scopertura di turni che ricadrà inevitabilmente sui lavoratori dell’Ulss e sulla tenuta del servizio”.

Il nodo da affrontare è strutturale e riguarda la grave carenza di organici del Sistema Sanitario, a rischio i servizi essenziali ai cittadini. “Riteniamo quindi non più rinviabile una pianificazione seria e concreta di assunzioni tale da scongiurare altri affidamenti a soggetti che poi, come abbiamo visto, non sono in grado di garantire servizi fondamentali. 

La Regione Veneto deve immediatamente intervenire affinché le Ulss possano assumere il personale e devi farsi portavoce nella conferenza delle Regioni affinché si rinnovi il contratto della sanità scaduto da tre anni. Parliamo tanto di premiare i lavoratori della Sanità e poi Governo e Regioni li stanno lasciando senza contratto e senza risposte. 

Di questo passo se non ci saranno soluzioni urgenti sarà inevitabile il blocco dei servizi” concludono.