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La mobiltazione

Sindacati: grave limitazione presidio davanti ministero Pa

Roma, 9 dicembre 2020: Funzione Pubblica, sciopero lavoratori dei Servizi Pubblici e presidio a Palazzo Vidoni
Foto: Marco Merlini
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La questura ha impedito di utilizzare la piazza davanti a Palazzo Vidoni. Confermata la mobilitazione del prossimo 25 marzo per i lavoratori di sanità e funzioni locali, con presidio nazionale davanti al Mef e davanti a tutte le prefetture d'Italia.

“Riteniamo grave la comunicazione della questura che ha impedito di utilizzare la piazza antistante Palazzo Vidoni, sede del ministero della Pubblica amministrazione”. Lo dichiarano in una nota i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi, confermando la mobilitazione del prossimo 25 marzo, con presidio nazionale davanti al Mef e davanti a tutte le prefetture d’Italia.

“È ora di dare risposte, professionali ed economiche, a tutti i lavoratori che in questi ultimi due anni, in condizioni difficilissime, hanno garantito servizi essenziali e diritti costituzionali ai cittadini”, proseguono.

“Le proposte e la mobilitazione in tutta Italia sono la dimostrazione di una sofferenza e un eclatante malcontento diffuso tra tutti i lavoratori della sanità e delle funzioni locali per il mancato rispetto del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, del 10 marzo 2021 che prometteva risorse per la revisione di tutti i sistemi indennitari fermi da 10 anni, la riforma degli ordinamenti e dei sistemi di classificazione, lo sblocco della contrattazione integrativa e un piano di assunzioni straordinario per rilanciare l’efficienza della pubblica amministrazione” continuano i tre segretari.

Le sigle quindi specificano: “Dopo mesi di trattative e anni di attesa, ci troviamo di fronte a bozze di rinnovo contrattuale con previsioni di risorse totalmente insufficienti rispetto alle nostre richieste e alle giuste e doverose aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.”

“Una giornata di protesta – concludono Sorrentino, Petriccioli e Librandi- che rappresenta solo il primo passo di una mobilitazione generale che si concluderà solo con il recepimento dei principali punti delle piattaforme contrattuali presentate al governo ormai più di due anni fa”.