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Il caso

100.000 lavoratori da stabili a precari

Cresce l'occupazione: vedi alla voce «precarietà»
Foto: fotografia di Alexas_Fotos, da Pixabay
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Lo prevede un emendamento al decreto fiscale approvato al Senato, che stabilisce un nuovo termine per quanti sono assunti con contratto di somministrazione a tempo indeterminato dalle agenzie. Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp: “Il governo intervenga subito”

100mila lavoratori con un posto stabile che tornano a essere precari. È quanto stabilisce un emendamento al decreto fiscale, proposto dal gruppo del M5S e approvato al Senato (in sede di conversione del decreto legge n. 146), che reintroduce un nuovo termine massimo, presumibilmente il prossimo 30 settembre 2022, per i lavoratori a tempo indeterminato in somministrazione con missione a termine. “È una cosa incomprensibile da ogni punto di vista e inaccettabile – commentano i sindacati di categoria che rappresentano il lavoro atipico Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp in una nota -. Si stabilisce un nuovo termine per coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato dalle agenzie, mettendo così a rischio la continuità occupazionale di circa 100mila persone”.

L’effetto concreto dell’emendamento rischia di essere quello della sostituzione dei lavoratori a tempo indeterminato con altrettanti a termine, mentre sarebbero necessarie norme che, favorendo la continuità occupazionale e la stabilizzazione, impediscano il turn over. Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp chiedono al governo di intervenire urgentemente per ripristinare il testo originario. “È vergognoso che per compromessi al ribasso all’interno della si tengano in ostaggio decine di migliaia di lavoratori con balletti incomprensibili di date e rinvii – concludono i sindacati-. Riprenderemo la mobilitazione, valutando ogni forma di lotta a sostegno di lavoratrici e lavoratori e per difendere il diritto al lavoro”.