Il segretario generale della Cgil del Friuli Venezia Giulia, Villiam Pezzetta, ha commentato in una nota la notizia del giorno, l’ipotesi avanzata da Confindustria di rendere obbligatorio il certificato vaccinale per lavorare.

"Siamo favorevoli a ogni forma di rafforzamento, incentivo e sostegno alla campagna vaccinale in corso, nella convinzione che sia la strada più veloce per il ritorno alla normalità e che è stato grazie ai vaccini se siamo riusciti, in Italia come all’estero, a ridurre sensibilmente i tassi di ricoveri, malattie gravi e decessi, anche nelle fasi di risalita dei contagi. Coerentemente con questa posizione, del resto, la Cgil ha sempre sollecitato i lavoratori a vaccinarsi, soprattutto in settori “sensibili” come la sanità e il sociale e in tutti i lavori con contatto al pubblico, e siamo stati a fianco delle associazioni imprenditoriali nel sostenere, anche a livello territoriale, ogni iniziativa tesa a dare impulso alla campagna vaccinale. Ci opponiamo e continueremo a opporci, però, a ogni misura tesa a introdurre obblighi in violazione delle libertà e dei diritti individuali dei lavoratori: ecco perché diciamo no all’ipotesi di condizionare all’ottenimento del Green Pass la continuità dell’attività lavorativa.

Non sarebbe soltanto una misura incostituzionale, ma anche una forzatura inutile, anche alla luce dei buoni risultati che stanno dando i protocolli di sicurezza: su oltre 4,2 milioni di contagi che si registravano a fine maggio, quelli sul lavoro erano soltanto 175mila, il 4%, e due terzi di questi, il 65%, nella sanità o nel sociale. Dati simili nella nostra regione, dove sono di origine lavorativa il 4% dei contagi (4.281 sui 107mila complessivi di fine maggio), con il comparto socio-sanitario ad assorbire anche da noi i due terzi dei casi, mentre il manifatturiero, ad esempio, si ferma al 3,4% dei contagi, vale a dire meno di 150 casi in tutto. I lavoratori e le imprese stanno mostrando senso di responsabilità ed efficienza: bisogna continuare su questa strada, senza cercare o invocare forzature che servirebbero soltanto ad avvelenare il clima e a creare un inutile muro contro muro, con il rischio di rafforzare, paradossalmente, il fronte dei contrari.

Se mantenere alta la guardia contro la pandemia e accelerare sui vaccini è indispensabile, l’altra grande priorità per il mondo del lavoro è quella di dare attuazione agli accordi che impegnano le aziende a difendere l’occupazione, ricorrendo al licenziamento solo dopo aver fatto ricorso a tutti gli ammortizzatori disponibili. Se manterremo dritta la barra su entrambi i versanti, contrasto al virus e difesa del  lavoro, possiamo ancora sperare di proseguire e rafforzare i segnali di ripresa che, sia pure nelle difficoltà, si sono intravisti in questi ultimi mesi e soprattutto dopo l’ingresso in zona bianca, grazie alla ripartenza del turismo e del commercio".