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L'incidente

Alessandria, crollo in un cantiere Amazon. Un morto e un ferito grave

Colleferro, quale futuro © Marco Merlini Colleferro (Rm), 9 ottobre 2020 Il futuro incerto della città fabbrica Nella foto lo stabilimento Amazon
Foto: Marco Merlini
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Una soletta avrebbe ceduto travolgendo i lavoratori. Sul posto soccorritori e inquirenti. L'azienda: incidente terribile. Franco Armosino, segretario generale Cgil Alessandria: "Nelle condizioni date, la prevenzione ce la sogniamo"

Ad Alessandria un lavoratore è morto e altri 5 sono feriti, di cui uno in gravi condizioni. Questo il bilancio, provvisorio, di un crollo avvenuto questa mattina all'interno del cantiere per la costruzione del polo logistico di Amazon, ai piedi della tangenziale. "Un incidente terribile - così la nota ufficiale dell'azienda -. I nostri pensieri e le nostre più sentite condoglianze vanno alle famiglie delle persone coinvolte. Restiamo a disposizione delle autorità competenti per qualsiasi necessità".

Soccorritori e inquirenti sono all'interno del perimetro. Le cronache di chi è arrivato sul posto raccontano di operai che stanno seguendo il lavoro dei Vigili del fuoco, che in questo momento stanno operando vicino alla soletta che ha ceduto di schianto travolgendo i colleghi.

"Ci hanno avvertito questa mattina intorno alle 9, quando è successo - ci ha detto Franco Armosino, segretario generale della Cgil di Alessandria -. Stanno cercando di capire se c’è ancora qualcuno sotto le macerie della soletta che ha ceduto, travolgendo un'intera squadra di operai. Per fortuna il cantiere è molto vicino al centro città e non ci sono stati ritardi nell'arrivo dei soccorsi":

"Il problema è che questi cantieri vengono gestiti sempre con troppa poca attenzione. Da poco abbiamo fatto una settimana di scioperi e proteste per rivendicare maggiore sicurezza nel cantiere del terzo valico, dove un operaio è rimasto incastrato sotto un mezzo e ha perso una gamba e adesso rischia di perdere anche l'altra".

"SI lavora di fretta, i tempi sono sempre più importanti dell’attenzione. Questa è l'amara verità - ci dice Franco Armosino -. Anche nei cantieri grandi e importanti come questo. Non abbiamo ancora i particolari dell'accaduto, quindi non possiamo trarre conclusioni sulle colpe, ma quando muore qualcuno vuol dire che qualcosa non ha funzionato, che qualche norma di sicurezza non è stata applicata correttamente".

"Siamo stanchi di scrivere le nostre condoglianze, proprio all'indomani del 28 aprile, Giornata mondiale della salute e della sicurezza sul lavoro, e a un paio di giorni dal Primo Maggio. In questo anno maledetto del Covid, che si è portato via medici, infermieri, cassiere dei supermercati e tanti altri lavoratori".

"E adesso riprendono le attività e tutto riapre, ricominciano a morire le persone sul lavoro, ricomincia la lunga serie di infortuni gravi".

"Non possiamo accettare questa situazione, servono più persone che si occupino di controllo e prevenzione, negli Spresal, negli ispettorati sul lavoro, occorre che i datori di lavoro siano più attenti. Non si può pensare di delegare tutto ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che fanno quello che possono quando ci sono e non hanno né competenze né strumenti per impedire quello che ormai accade tutti i giorni. Non ci manca nulla a livello normativo, ci manca solo chi si deve applicarle queste norme. Da quando è aperto il cantiere del terzo valico il numero del personale Spresal è in gran parte concentrato su quel luogo di lavoro, per altro senza che questo garantisca gli addetti, visti i ritmi e le condizioni. Il resto della provincia è scoperto".

"La prevenzione ce la sogniamo - ammette il segretario generale della Cgil alessandrina -. Anche durante il Covid ci mancavano mascherine e igienizzante e la prefettura ci mandava la pattuglia. Ora, con tutto il rispetto, mandare in azienda persone che, per ovvi motivi, non hanno competenza della sicurezza nei luoghi di lavoro, che utilità può avere? Se non hanno mai visto impianti, fabbriche, macchinari, cosa possono fare? Si limitavano a un giro di pattuglia".

"Abbiamo un problema di sottovalutazione dell’importanza delle persone e del lavoro. Qui si ragiona ancora con la cultura che se c’è lavoro va bene così. Ci vorrebbe maggiore attenzione su come si lavora e sulla vita delle persone. Così non abbiamo strumenti per evitare la strage".