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Negozi chiusi a Pasqua, l'appello dei sindacati

Foto: Simona Caleo
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Dalla Calabria alla Lombardia, la priorità resta assicurare due giorni di vacanza a chi è rimasto in prima linea durante tutta l'emergenza sanitaria. La festa non si vende

I sindacati sostengono da tempo la battaglia per assicurare ai lavoratori del commercio il diritto di passare le feste in famiglia, di poter godere, anche loro, del meritato riposo in giornate in cui la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori restano a casa. Lo slogan abbiamo imparato a conoscerlo negli anni ed è, a suo modo storico: la festa non si vende. Quest'anno, sostengono a ragione i sindacati, c'è un motivo in più: lo straordinario coraggio e impegno di questa categoria di lavoratori - alla cassa, ai banconi, agli scaffali - dimostrato durante questi mesi durissimi di emergenza sanitaria, durante i quali non si sono mai tirati indietro.

"La morsa della pandemia nella quale siamo imprigionati, da oltre un anno - scrivono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dell'Emilia-Romagna - non accenna ad allentarsi e i numeri dei contagi, in particolar modo quelli dei ricoveri, sono ancora importanti e preoccupanti. È questo il motivo per cui le misure restrittive messe in atto dal Governo sono inevitabili per contenere la curva dei contagi e accompagnare la campagna vaccinale che, con l’incremento delle consegne delle dosi, potrà dare una svolta significativa e sostanziale a questa situazione.

In una fase delicata come quella attuale, con le limitazioni della “Zona rossa”, che nella nostra regione è alla quarta settimana, e le ulteriori restrizioni che ci accompagneranno anche nel week end pasquale, vorremmo porre all’attenzione di tutti (politica, istituzioni, consumatori e le stesse aziende) sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori dei supermercati, i quali, ormai da oltre un anno, continuano a garantire l’approvvigionamento di beni di prima necessità come lo sono i generi alimentari.

Sarebbe auspicabile che, per le prossime festività, si prevedesse la chiusura anche dei supermercati. In tal senso invitiamo tutti i soggetti coinvolti, in primis le imprese della distribuzione alimentare, a riflettere: in piena zona rossa, con tutte le altre attività chiuse, è davvero utile e indispensabile mantenere aperti i supermercati?

Responsabilmente, già lo scorso anno, in questo stesso periodo, si optò per la chiusura, in alcune domeniche e nelle festività, anche di queste attività, grazie all’intervento del Presidente Bonaccini che ne dispose la chiusura tramite ordinanza.

Chiusure che non avrebbero alcuna incidenza sui fatturati, ma darebbero un contributo utile ad evitare spostamenti e contatti tra persone in un contesto di restrizioni complessive; allo stesso tempo permetterebbero ai lavoratori della grande distribuzione di prendersi una giusta e meritata pausa da quella che, in questa crisi pandemica, continua ad essere una condizione lavorativa di grande stress ed esposizione a rischi.

Pertanto, ancora una volta, lanciamo l’appello al massimo rispetto delle regole da parte di tutti, siano essi imprese o consumatori. Il rispetto dei protocolli, dei contingentamenti e del distanziamento all’interno dei supermercati rappresenta una garanzia della salute e della sicurezza di tutta la collettività. Serve, a nostro giudizio - scrivono i sindacati del commercio regionali - una maggior attenzione nei confronti di chi, come le lavoratrici e i lavoratori della distribuzione organizzata, non ha fatto mancare il proprio apporto indispensabile in un periodo delicato e difficile, come quello che stiamo vivendo. In tal senso andrebbe data, ad esempio, a questa categoria di lavoratrici e lavoratori, priorità nell’attuazione del piano vaccinale!

Infine, ribadendo l’invito a considerare la chiusura dei supermercati in occasione delle festività a partire dalla prossima domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta, ricordiamo che lavoratrici e lavoratori non hanno nessun obbligo contrattuale nel garantire la loro prestazione lavorativa nelle giornate festive: proprio per queste ragioni osservare le chiusure in queste giornate sarebbe utile per tutti".

Dello stesso avviso i sindacati di settore a Milano. "Le lavoratrici e i lavoratori della Grande Distribuzione e del commercio - si legge nella nota unitaria - sono ormai da oltre un anno in prima linea svolgendo la propria attività anche in condizioni di difficoltà e di rischio all’esposizione al virus Covid19, garantendo a tutte le cittadine e i cittadini l’approvvigionamento di generi alimentari e altri beni. Da anni ci battiamo contro la liberalizzazione indiscriminata degli orari e delle aperture commerciali imposta nel 2011 dal decreto “Salva Italia”. Questa deregolamentazione degli orari infatti non ha portato nessun beneficio al settore, né in termini economici, né occupazionali, ma ha drasticamente peggiorato le condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e lavoratori che lavorano nel commercio.

È una legge sbagliata, che va cambiata, prevedendo una seria regolamentazione delle aperture degli esercizi commerciali che consenta ai lavoratori e le lavoratrici del commercio di poter condividere con i propri cari alcune giornate dell’anno. Siamo quindi convinti, in questo momento così difficile, che sia ancora più importante garantire alle lavoratrici e ai lavoratori della grande distribuzione, di poter trascorrere le festività di Pasqua e Pasquetta a casa godendo del meritato riposo. È un giusto ringraziamento per quello che hanno fatto e continueranno a fare per tutti noi e non è essenziale fare spesa o altri acquisti tutti i giorni e soprattutto durante le festività!

Pertanto invitiamo le imprese a prevedere la chiusura di supermercati, ipermercati e negozi nelle festività di Pasqua e Pasquetta, ribadendo ancora una volta che né la legge, né il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro prevedono l’obbligo della prestazione lavorativa in occasione delle giornate festive. Inoltre, in considerazione del fatto che alcune imprese della Grande Distribuzione e del commercio hanno fatto sottoscrivere ai dipendenti nelle lettere di assunzione l’obbligo del lavoro festivo, invitiamo questi ultimi, in caso di pressioni o forzature da parte dell’azienda, a rivolgersi ai propri Rappresentanti Sindacali oppure alle sedi sindacali territoriali di Filcams, Fisascat, Uiltucs".

Da Milano alla Toscana, il passo è breve, la lunghezza d'onda è la stessa. "La Regione - si legge nel comunicato della Cgil del territorio - dispone la chiusura delle attività per Pasqua e Pasquetta. Stefano Nicoli (Filcams Cgil Toscana): “Apprezziamo davvero la scelta della Regione Toscana, che risponde a una richiesta lanciata dai sindacati. E’ un’azione necessaria per la tutela di lavoratori e cittadini. Ma purtroppo non basta. Ci stiamo battendo da tempo, perché necessario, per contingentare le aperture e gli orari nei punti vendita. La gente deve comprendere che fare la spesa non è una buona scusa per uscire. Chiediamo che la Regione emani un’ordinanza di chiusura per le attività commerciali anche per il 25 aprile e Primo maggio perché i lavoratori del commercio possano festeggiare degnamente la Liberazione e la festa dei lavoratori, anche se in modalità Covid19, e perché possano avere un momento di ristoro. Per loro, come per tutti i lavoratori che svolgono l’attività che li espone al rischio di contagio, chiediamo un impegno forte per la campagna vaccinale. Lavoratrici e lavoratori del commercio hanno svolto con responsabilità e abnegazione la loro mansione ma è necessario agire per la loro sicurezza e per quella dell’intera collettività”

A lanciare un appello per la chiusura sono anche Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs della Calabria. "Supermercati e grande distribuzione rimangano chiusi durante le festività di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e Primo Maggio come segno di rispetto e riconoscenza verso tutti quei lavoratori che da più di un anno sono esposti in prima persona e non conoscono zone rosse".

"Nei giorni “blindati” che segneranno la Pasqua - si legge nella nota unitaria - i sindacati del commercio chiedono un passo indietro a piccoli e grandi imprenditori e un riconoscimento a chi sta lavorando da oltre un anno senza soluzione di continuità, dimostrando spirito di sacrificio e abnegazione.  Viviamo una fase estremamente delicata e fragile - ricordano le tre sigle  - non si può pensare al guadagno anche in giorni che meriterebbero di essere vissuti in famiglia e assecondando tutte le restrizioni imposte dal Governo. Si tratta di scelte inopportune e facilmente evitabili. Le segreterie regionali delle categorie che rappresentano i lavoratori e le lavoratrici della distribuzione e del commercio, chiedono al Presidente della Regione Calabria di intervenire con un'ordinanza che vieti l'apertura di supermercati e ipermercati nelle prossime festività laiche e religione.

I sindacati che da tempo si battono per la chiusura dei supermercati durante i festivi, ribadiscono il loro no ad una liberalizzazione selvaggia che si è introdotta tout court nelle dinamiche sociali oltre che lavorative, e andrebbe ad infierire su lavoratori già appesantiti dalla grande responsabilità dell’apertura degli esercizi dei beni di prima necessità. Non si può rimanere inermi – ribadiscono le tre sigle – questi lavoratori hanno diritto al riposo per potere poi riprendere il loro posto in quella che è una battaglia ancora lunga.