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Firenze

Autista del bus aggredito. Cgil: tutelare i lavoratori

Trasporto pubblico © Marco Merlini Roma, 27 agosto 2020 Trasporto pubblico in città
Foto: Marco Merlini
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Un autista dell'Ataf richiama tre passeggeri che non indossano la mascherina, questi reagiscono inveendo contro di lui e colpendo con pugni e sputi la parete in plexiglass. L'intervento del sindacato: "Servono più controlli, bisogna valorizzare i lavoratori"

Un autista dell'Ataf richiama tre passeggeri che non indossano la mascherina, questi reagiscono inveendo contro di lui e colpendo con pugni e sputi la parete in plexiglass che protegge la cabina guida. È avvenuto su un autobus notturno di Firenze. A commentare l'accaduto è Michele Lulurgas, membro Rus dell'Ataf per la Filt Cgil: “Le notizie della pandemia, la situazione difficile dei trasporti, le preoccupazioni per la salute in merito a possibili contagi ci avevano fatto scordare, per un periodo, del fatto che purtroppo nel lavoro dell'autista di bus esistono anche questi rischi, come ha avuto l'occasione di tener bene a mente il nostro collega vittima dell'aggressione. Fortunatamente la sua calma ed il suo sangue freddo hanno fatto sì che l'episodio di cui parliamo si sia risolto solamente in un bello spavento, ma riteniamo non sia da sottovalutare che gli aggressori non si sono fermati, nella loro furia, nemmeno di fronte alle forze dell'ordine, vittime anch'esse dei ragazzi in questione".

Il sindacalista quindi prosegue: "Cosa sarebbe potuto succedere, anche solo se per caso il collega si fosse trovato alla guida di un mezzo dotato di un livello di protezione inferiore? Riteniamo che servano più controlli in determinate fasce orarie, onde evitare certi episodi; allo stesso modo, penso sia opportuno che l'azienda, nella fase di vertenza in cui ci troviamo, debba opportunamente fare un passo nei confronti degli autisti, valorizzandone il lavoro, la professionalità e la dedizione, che abbiamo visto per mesi durante le fasi più critiche della pandemia, e che vediamo oggi, davanti ad un collega che non ha voluto neanche ricorrere agli infortuni nonostante lo shock subito. Questi lavoratori - dunque - meritano di più, e ci aspettiamo che l'azienda faccia la propria parte”.