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Lavanderie industriali, firmato il nuovo contratto

Lavanderie industriali, avviate le trattative per il rinnovo
Foto: Foto di Filctem Cgil da Twitter
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Dopo quasi un anno di intense trattative, è stata finalmente siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del settore, che interessa oltre 20.000 dipendenti di circa 1.200 imprese. Per la parte economica, l'aumento medio è di 63 euro, mentre sul versante normativo migliorano il modello delle relazioni industriali, un nuovo sistema d'inquadramento e i diritti individuali

Dopo quasi un anno di intense trattative, rese non facili dalla pandemia Covid 19 che ha colpito il Paese, nella tarda serata di oggi, 5 gennaio, in un incontro in videoconferenza tra Assosistema-Confindustria e Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, è stata finalmente siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto del settore delle lavanderie industriali, il sistema industriale integrato di beni e servizi tessili, medici e affini (oltre 20 mila i lavoratori interessati, dipendenti da circa 1200 imprese), scaduto il 31 marzo 2019.

Parte economica.

L'intesa prevede un aumento medio sui minimi di 63 euro (cat B1), così distribuito: per il settore sanitario, le tranche saranno 25 euro da marzo 2021, 25 euro da marzo 2022, 13 euro da agosto 2022;; per il settore del turismo, fortemente colpito dalla pandemia, le tranche saranno 20 euro da settembre 2021, 15 euro da marzo 2022, 15 euro da agosto 2022, 13 euro da dicembre 2022.Aumentato l'elemento perequativo, per le aziende che non effettuano la contrattazione di secondo livello, che passerà a 230 euro nel 2022 e a 260 euro nel 2023.

Parte normativa

Nel contratto vengono migliorati gli articoli sul sistema delle relazioni industriali inserendo linee guida sulla partecipazione dei lavoratori e rafforzando il ruolo dell'osservatorio nazionale dell’ente bilaterale Ebli che, nel corso di vigenza contrattuale, dovrà: sviluppare e integrale un nuovo sistema di inquadramento e valorizzare comportamenti organizzativi; approfondire la disciplina sull’orario di lavoro ed adeguarlo al settore; realizzare uno studio sulla reperibilità. Inoltre, nell’intesa vengono rafforzate le norme a contrasto del dumping contrattuale e della speculazione sul passaggio degli appalti.

Diritti individuali, nell’accordo viene aumentata la percentuale di part-time dal 10% al 12%, viene aumentata di tre mesi l'aspettativa retribuita a carico dell'azienda, oltre quella prevista dall'Inps, per le vittime di violenza di genere. Innalzata a due le possibilità di anticipo Tfr, viene normata la stagionalità del comparto del turismo con accordi aziendali, vengono inserite le linee guida sulla responsabilità sociale di impresa e, infine, vengono inserite le linee guida sulla contrattazione di secondo livello. L'intesa raggiunta sarà subito sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la loro valutazione dell'esito della trattativa.

Filctem: dal contratto si costruisce la ripartenza

“Siamo soddisfatti per questo rinnovo contrattuale, soprattutto l’aver tenuto insieme il settore sanitario con il settore del turismo, ricordando che mentre il primo è stato fortemente attivo durante questa pandemia, il secondo per la medesima ragione si è praticamente fermato. L’aver mantenuto uniti i saldi salariali delle due anime del settore per la vigenza contrattuale è un risultato davvero ragguardevole”. Così hanno commentato Marco Falcinelli e Sonia Paoloni, rispettivamente segretario generale e segretaria nazionale della Filctem Cgil. “In un momento difficile ed incerto come quello che stiamo vivendo – hanno poi concluso i due sindacalisti -, il contratto nazionale di lavoro si rivela essere sempre più il luogo, attorno al quale, costruire la ripartenza e dove determinare il futuro di tanti lavoratori e delle loro famiglie”.