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Agricoltura

La Flai Cgil boccia il decreto ristori

Foto: Simona Caleo
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ISaltano tutti gli emendamenti per tutelare i lavoratori del settore agricolo. La segretaria nazionale Tina Balì: "Inaccettabile. Serve una visione sistemica e misure sinergiche e serve che chi legifera conosca il mondo del lavoro in tutte le sue sfaccettature. Ma essenzialmente serve che chi legifera ascolti il mondo del lavoro"

“Con l’ennesimo ricorso al voto di fiducia, al Senato è stato approvato il decreto Ristori e al prossimo passaggio alla Camera è previsto un esame veloce per l’approvazione definitiva. Questo significa che i nostri emendamenti, tutti gli emendamenti che riguardano il settore agricolo, non sono stati approvati e, quindi, che l’iniquità e l’ingiustizia delle misure non saranno sanate”. Tina Balì, segretaria nazionale Flai Cgil, commenta così le ultime novità sul dl ristori e denuncia:  “Non possiamo in alcun modo accettare l’esclusione degli stagionali agricoli, men che mai con la motivazione che questi lavoratori percepiscono la disoccupazione agricola. Se chi ha scritto le norme avesse avuto contezza di come funziona il lavoro in agricoltura, avrebbe saputo che per avere diritto alla disoccupazione agricola bisogna aver lavorato per un certo numero di giornate e che i lavoratori agricoli in condizioni di fragilità, o a causa Covid, o per la crisi complessiva, potrebbero non aver svolto le giornate necessarie".

Mentre la campagna per la disoccupazione agricola procede come ogni anno, la federazione è impegnata nel rivendicare garanzie ed evitare riflessi negativi proprio sul calcolo delle giornate e sulla tutela dei cosiddetti lavoratori fragili che in piena emergenza continuano a non avere copertura economica. All'impreparazione di chi ha scritto le norme si è aggiunta anche la non chiarezza di come l’Inps ha emesso le sue circolari. - prosegue Balì - La confusione è stata devastante perché ha creato nei lavoratori e nelle lavoratrici l’incertezza del diritto, e questa la riteniamo una grande e grave responsabilità. In una fase così incerta e difficile per il nostro paese non si può dare l’idea di improvvisazione che a volte c’è stata”.

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“Se è vero – spiega la dirigente sindacale - che i bonus sono stati una misura per superare la fase di emergenza, è altrettanto vero che non dovevano creare ulteriori distanze e non potranno mai essere la soluzione a risolvere le disuguaglianze nel mondo del lavoro già così disuguale come quello italiano. Per tutelare le lavoratrici e i lavoratori del mondo agricolo è necessaria una vera e propria riforma degli strumenti di intervento per risolvere alcuni problemi annosi come quello del lavoro usurante, delle calamità e delle iniquità del sistema previdenziale e del lavoro irregolare. Così come abbiamo chiaro che se nel nostro Paese c’è stato bisogno di una legge contro lo sfruttamento, a questa norma, alla legge 199, va data piena attuazione. Inoltre, stiamo rivendicando che le misure legate alla nuova Pac abbiano come priorità il lavoro dignitoso”. “La Flai Cgil – conclude Balì - farà sentire la propria voce in tutti i tavoli già aperti con il governo. Serve una visione sistemica e misure sinergiche e serve che chi legifera conosca il mondo del lavoro in tutte le sue sfaccettature. Ma essenzialmente serve che chi legifera ascolti il mondo del lavoro!”