Dopo un anno di trattativa e di studio, FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Confapi Aniem hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il contratto unico delle piccole e medie Imprese dei settori cemento, lapidei, laterizi e manufatti in cemento, che interessa circa 15.000 lavoratrici e lavoratori.
 
“L’accorpamento dei tre contratti ha richiesto un lungo lavoro di analisi e armonizzazione che ci ha visti impegnati, insieme alla parte datoriale, in una difficile ma proficua trattativa, che ha dato ottimi frutti - spiegano le segreterie nazionali dei sindacati -; abbiamo raggiunto un risultato storico e di grande peso. Il nostro obiettivo era quello di ridurre il numero dei contratti, per renderli più forti con un saldo impianto normativo e creando sinergie tra i settori che producono e lavorano i materiali per il settore dell’edilizia in ottica di filiera”.
 
Le tre sigle di categoria auspicano che “anche Confindustria accolga questo modello. Chiaramente il percorso di armonizzazione continuerà e sarà al centro del lavoro di una commissione paritetica intersettoriale (Cbmc) che governerà gli aspetti più complessi, portando a sintesi le specificità e le esperienze migliori.”
 
Centrale, anche per questo contratto, la lotta al dumping sui costi contrattuali, su cui “pur riconoscendo i costi della bilateralità in capo alle Pmi, siamo riusciti a rimanere in linea con i costi dei ccnl dell’industria e garantire aumenti retributivi complessivamente migliori delle ultime tornate contrattuali.”       
 
“Gli aumenti, che rimangono ancora separati per i tre comparti, prevedono - a parametro medio -  per il lapideo un aumento di 94,50 euro, per il cemento di 88,90 e per i laterizi e manufatti di 72,50 euro: gli aumenti saranno suddivisi in tre tranche, 1 settembre 2020, 1 febbraio 2021 e 1 gennaio 2022. Per ridurre il ricorso al lavoro precario - proseguono i sindacati -, il contratto prevede una percentuale unica al 20% di contratti a tempo determinato e di quelli in somministrazione (a tempo determinato e indeterminato), migliorando la legge".  
 
Sul versante dei diritti, viene previsto  quello al part-time reversibile di un anno per lavoratori con familiari con patologie gravi, con figli fino a tredici anni con gravi disabilità e con figli fino a tre anni, quest’ultimo prorogabile per un massimo di tre anni. Vengono poi introdotti elementi migliorativi su maternità e paternità, congedi per le donne vittime di violenza, formazione sulla sicurezza con 16 ore di ingresso, linee guida per codici etici per le aziende e sviluppo del benessere organizzativo.”
 
Importanti risultati sono stati raggiunti anche sul fronte del welfare contrattuale, con l’istituzione dell’adesione contrattuale per tutti i lavoratori in forza al fondo di previdenza complementare (Fondapi), con il versamento di 5 euro a parametro 100, a partire da gennaio 2022 e aumenti delle aliquote contributive dal 1 giugno 2021 per coloro che aderiscono al fondo a tale data. Nei prossimi giorni, si svolgeranno le assemblee nei posti di lavoro per illustrare e mettere in votazione l’ipotesi di accordo.