I sindacati pronti allo sciopero per la prima data utile contro il progetto di privatizzazione dell’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) definito dannoso e privo di vantaggi per il sistema Paese e i lavoratori da Fp Cgil, Fp Cisl, Fit Cisl, UilPa, Usb Pi, Flp e Cida. “Con intelligenza e passione - scrivono in un comunicato congiunto - le lavoratrici e i lavoratori hanno espresso le loro preoccupazioni e, in molti interventi, la decisa contrarietà al progetto di trasformazione dell’Enac in un soggetto di diritto privato, quale sarebbe l’Epe, un ente al quale di pubblico resterebbe soltanto il nome (e le risorse finanziarie)”. Fallito anche il tentativo di conciliazione al ministero del Lavoro, nei prossimi giorni sarà valutata "ogni azione di protesta utile per contrastare questa ideologica presa di posizione”.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori si tratterebbe di “un progetto oscuro nelle sue finalità, bene occultate in un breve articolato da inserire in qualche maxi provvedimento legislativo, dove l’ideologismo di chi propugna la fuoriuscita dalle regole del rapporto di lavoro pubblico come strumento per riformare la pubblica amministrazione sembra sposarsi con le mire di chi vuole un Enac controllore più morbido con i controllati e gli appetiti di chi vorrebbe gestire le sue risorse come fossero cosa propria, lontano il più possibile dal controllo democratico”. 

Nel corso del tentativo di raffreddamento del conflitto i sindacati hanno ribadito che i dipendenti non sono disposti a "trasformare la natura pubblica del proprio lavoro e che tale progetto è dannoso anche per il Paese in quanto mette in discussione l'Enac nella sua funzione pubblica di regolamentazione subordinando la sicurezza di quanti usano il trasporto aereo alla compatibilità dell'interesse privato di chi investe in questo settore”. 


Per questo Fp Cgil, Fp Cisl, Fit Cisl, UilPa, Usb Pi, Flp e Cida hanno subordinato l’eventuale ripresa di un confronto con l’Enac al venir meno della pregiudiziale del ministero di dar vita all’ente pubblico economico proposto dal Presidente Zaccheo: "altre soluzioni sono possibili e le organizzazioni sindacali chiedono alla ministra De Micheli, al governo e a tutte le forze politiche di rivedere "quella che oggi sembra una decisione già presa, nei tempi che il percorso legislativo ancora consente”.

La risposta, fanno sapere, “è stata l'ennesima incomprensibile dimostrazione muscolare del vertice Enac, che di fatto ha rifiutato ogni ulteriore confronto costruttivo sul tema, e il ministero del Lavoro non ha potuto che prendere atto della impossibilità di un accordo tra le parti, ritenendo chiuso il tentativo di conciliazione”.  Oltre alla mobilitazione allo studio dei sindacati, saranno messe in campo tutte  le azioni di informazione “per contrastare questo dannoso progetto di privatizzazione e guadagnare una sede di confronto vero, non viziato da posizioni preconcette e ideologiche, sulle diverse alternative possibili”.