L’annuncio di tre possibili acquirenti per Gambro-Vantive non basta a rassicurare i circa 500 lavoratori dello stabilimento di Medolla, nel Modenese, specializzato nella produzione di dispositivi per la dialisi renale. È quanto emerso dall’assemblea convocata da Filctem Cgil Modena, Femca Cisl Emilia Centrale, Uiltec Uil Modena e Rsu aziendale dopo l’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Per i sindacati, l’interesse manifestato da tre gruppi industriali con esperienza nel settore rappresenta “un punto di partenza ma non ancora la soluzione alla crisi”. A fare la differenza, sottolineano, dovranno essere “un piano industriale solido e il no, radicale, allo spezzatino industriale”.

Il timore è la frammentazione del sito produttivo

Le organizzazioni sindacali guardano con preoccupazione all’ipotesi che possa ripetersi quanto avvenuto per il vicino sito Bellco Mozarc, con una suddivisione delle attività che rischierebbe di disperdere un patrimonio industriale costruito in oltre sessant’anni di storia.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la scelta dell’acquirente dovrà basarsi sulla qualità del progetto industriale e sulla capacità di garantire continuità produttiva e occupazionale.

Sindacati: “Servono chiarezza sugli asset e nuovi investimenti”

Nel confronto al ministero, spiegano i sindacati, l’azienda ha confermato che è ancora al vaglio anche la possibilità di cedere l’intero stabilimento a un unico soggetto, ma restano irrisolte le incertezze sul perimetro della vendita.

“Vogliamo sapere con chiarezza quali sono gli asset oggetto della cessione - affermano Filctem, Femca, Uiltec e Rsu -. Ancora una volta l’azienda non ha fornito risposte precise, rimandando tutto alle dinamiche di mercato”.

Per le organizzazioni sindacali sarà quindi fondamentale evitare qualsiasi ipotesi di “spezzatino”, salvaguardare gli attuali livelli occupazionali e ottenere gli investimenti necessari al rilancio dello stabilimento dopo anni di sostanziale immobilismo.

Attesa per il tavolo del 7 ottobre

La prossima tappa della vertenza è fissata per il 7 ottobre, quando al ministero è previsto un nuovo incontro tra le parti. Nel frattempo, i lavoratori annunciano che manterranno alta l’attenzione sulla trattativa per vigilare sul futuro del sito produttivo e dell’occupazione.