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Più di 10mila firme raccolte in quattro mesi per chiedere la chiusura delle sedi delle organizzazioni neofasciste presenti a Genova. È il risultato della campagna lanciata il 6 aprile 2026 da un ampio fronte di associazioni, sindacati e realtà antifasciste cittadine, che è stato illustrato questa mattina (6 agosto) nel corso della conferenza stampa ai Giardini Luzzati.
Nieddu, Cgil: “Insieme per l’antifascismo”
“Ci siamo riuniti tutti per difendere i valori dell'antifascismo”, dice Simona Nieddu, della segreteria della Cgil Genovese, promotrice della raccolta firme insieme a molte altre realtà: Anpi, Arci, Partito Comunista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Anticapitalista, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, Carc, Valpolcevera Antifascista, Emergency Genova, Rete dei Comitati, Music for Peace, Genova Antifascista e Partito Comunista di Unità Popolare.
Chiudere le sedi di CasaPound e Lealtà Azione
La raccolta firme è stata organizzata nelle sedi delle associazioni aderenti, nelle piazze, durante i cortei e nei mercati cittadini, con l'obiettivo di sollecitare la chiusura delle sedi riconducibili a organizzazioni di matrice neofascista attive sul territorio genovese, tra cui CasaPound e Lealtà e Azione. Secondo i promotori, l'iniziativa nasce dalla volontà di difendere i principi della Costituzione italiana, in particolare la XII Disposizione Transitoria e Finale, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista, e di richiamare l'applicazione della legge Scelba (n. 645/1952) e della legge Mancino (n. 205/1993), che disciplinano il contrasto all'apologia del fascismo e ai fenomeni di discriminazione e odio.
La presenza a Genova: in affitto da privati
“La presenza di queste sedi nella nostra città risale agli anni Novanta – spiega Nieddu –, sono spazi messi in affitto da proprietari privati. E purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, sono sempre più frequentati, perché è come se certe ideologie fossero state sdoganate, in qualche modo legittimate, anche se non esplicitamente”. Nel documento che accompagna la raccolta firme, le organizzazioni promotrici sottolineano il valore simbolico di Genova, città Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza, ricordando il sacrificio dei partigiani e delle vittime del nazifascismo. La richiesta avanzata è quella di tutelare i valori democratici e antifascisti che caratterizzano la storia della città.
Le firme di giovani e lavoratori
“Una città da sempre multiculturale, dove però soprattutto nei quartieri a maggiore tensione sociale si prova a cavalcare il malcontento alimentando la narrazione di una città insicura per colpa degli immigrati” osserva la segretaria Cgil. Proprio per questa ragione, i promotori hanno evidenziato nel corso della conferenza stampa la massiccia adesione di giovani, studenti, lavoratori e pensionati alla campagna, ritenendo che tali sedi rappresentino luoghi nei quali vengono promosse iniziative e ideologie di ispirazione neofascista, alimentando fenomeni di xenofobia, razzismo e tensione sociale. “In quegli spazi si respira un clima di estremismo, un ambiente nostalgico – osserva Nieddu –, ma la cosa non stupisce purtroppo. I membri del Governo, pur non ammettendo a parole la loro matrice fascista, legittimano di fatto certi comportamenti”.
A settembre due grandi presìdi
Nel corso della conferenza stampa sono stati presentati due presìdi previsti per il mese di settembre: uno davanti alla sede del Comune di Genova e uno davanti alla Prefettura. In quell'occasione le firme raccolte saranno consegnate alla sindaca, al presidente del Consiglio comunale e alla prefetta di Genova, con l'obiettivo di sollecitare un intervento istituzionale sulla richiesta avanzata dalla campagna.
























