La Flc Cgil Veneto esprime preoccupazione per il progetto della Regione Veneto, annunciato dall’assessora Paola Roma, che prevederebbe l’introduzione di un assistente di plesso o di istituto. A sollevare le criticità è il segretario generale Michael Cacciato.

Il sindacato segnala da anni la grave carenza di personale dedicato agli alunni con disabilità, compresi gli operatori socio sanitari, e l’insufficienza della copertura delle ore assegnate a ogni singolo alunno. Per la Flc Cgil Veneto, dunque, ben venga la predisposizione di un monitoraggio per censire il numero di studenti presi in carico e capire il divario tra ore richieste e assegnate e le risorse economiche impiegate, come annunciato da Paola Roma. Ma, se a questo non seguiranno serie politiche d’investimento sull’organico, si tratterebbe ancora una volta di fumo negli occhi.

Le preoccupazioni riguardano anche quella che viene chiamata “la vera innovazione del modello”, cioè l’introduzione di un assistente di plesso o di istituto. La sigla di categoria sottolinea che per “gestire situazioni di alta complessità assistenziale sono necessarie più risorse e più personale qualificato”. Il sindacato si chiede come sia possibile risolvere tutte le criticità esistenti con una nuova figura che dovrà sobbarcarsi da sola tutte le ore di assistenza all’autonomia.

Il rischio è che il peso ricada sugli insegnanti, ai quali verrebbe richiesto extra lavoro. Il progetto resta infatti molto nebuloso e il sindacato teme che il vero obiettivo della Regione sia solo quello di risparmiare le risorse sulla pelle di chi tutti i giorni lavora per l'inclusione, degli stessi alunni e delle loro famiglie.

La Flc Cgil Veneto ribadisce che la scuola ha come obiettivo prioritario quello di educare attraverso l’istruzione, che è per tutte e tutti strumento di emancipazione e pari opportunità: “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità – precisa il sindacato – deve passare necessariamente attraverso un potenziamento degli organici, in primis degli insegnanti di sostegno, che andrebbero valorizzati e invece vivono in uno stato perenne di precarietà, ancora senza un adeguato sistema di formazione iniziale e prospettive di stabilizzazione”.

Anche in Veneto, ben più di un docente di sostegno su due è a tempo determinato, cioè precario. La Flc Cgil Veneto resta quindi in attesa di chiarimenti da parte dell’assessora Roma riguardo a un progetto che considera davvero poco chiaro.