Oggi due proposte di legge d’iniziativa popolare approdano in Cassazione. Temi centrali, la sanità pubblica e il sistema degli appalti, due nodi strutturali che incidono direttamente su diritti, qualità dei servizi e condizioni di lavoro.

A seguire, alle ore 12, nella saletta della Chiesa Valdese di via Marianna Dionigi a Roma, si tiene una conferenza stampa per illustrarne contenuti e obiettivi. Tra gli interventi è previsto quello del segretario generale Cgil Maurizio Landini, insieme alle associazioni promotrici.

La prima proposta nasce da una rete ampia che, oltre alla Cgil, riunisce realtà associative impegnate da anni nella difesa del Servizio sanitario nazionale e nel rilancio del welfare. L’obiettivo è rafforzare un sistema pubblico sotto pressione, tra sottofinanziamento e disuguaglianze crescenti nell’accesso alle cure.

"La proposta di legge – spiega la segretaria confederale Cgil Daniela Barbaresi – vuole rilanciare, rafforzare e rendere efficiente quella che è la più grande infrastruttura sociale del Paese, che oggi sta vivendo una crisi senza precedenti per mancanza di risorse e di personale”.

La seconda iniziativa, sostenuta dalla Confederazione, punta a intervenire sul sistema degli appalti, terreno spesso segnato da precarietà, dumping contrattuale e rischi per la sicurezza. Un ambito in cui qualità del lavoro e qualità dei servizi s’intrecciano in modo decisivo.

“Vogliamo affermare il principio – spiega il responsabile Area contrattazione e appalti Cgil nazionale Alessandro Genovesi – per cui l’attività che si svolge determina le tutele economiche e normative dei lavoratori impiegati negli appalti, le stesse riconosciute ai lavoratori dipendenti del committente”.

Per la Cgil si tratta di “una scelta che si colloca nel solco delle recenti esperienze referendarie, che hanno registrato un livello di partecipazione democratica che va alimentato, affinché il diritto universale alla salute e il diritto al lavoro dignitoso e in sicurezza ritornino protagonisti del dibattito parlamentare e civile”. La raccolta firme partirà il 15 e 16 maggio con due giornate straordinarie di mobilitazione.