La vertenza della centrale termoelettrica A2A Energiefuture di San Filippo del Mela, nel Messinese, entra in una nuova fase. Dopo la revoca forzata della mobilitazione del 24 luglio, Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno proclamato un nuovo sciopero per il 18 agosto prossimo, rilanciando la richiesta di un piano industriale capace di garantire il futuro dell’impianto e dei suoi lavoratori.

La centrale, che produce energia elettrica ed è considerata un’infrastruttura strategica per l’equilibrio del sistema energetico siciliano, continua infatti a essere priva di un progetto di riconversione, mentre resta concreta la prospettiva della chiusura.

Lo stop di Terna non ha fermato la mobilitazione

La nuova data dello sciopero arriva dopo quanto accaduto il 24 luglio, quando la protesta venne annullata poche ore prima dell’inizio su indicazione di Terna, il gestore della rete di trasmissione nazionale. La società aveva dichiarato incompatibile l’astensione dal lavoro con la sicurezza del sistema elettrico, motivando la decisione con la riduzione della capacità produttiva disponibile in Sicilia e con il rischio di incendi boschivi tra Sicilia e Calabria, fattori che avrebbero potuto compromettere la stabilità della rete.

Per i sindacati quella decisione rappresenta però anche la dimostrazione del ruolo ancora essenziale della centrale di San Filippo del Mela. Se l’impianto è necessario per garantire la sicurezza del sistema elettrico, sostengono, non è comprensibile che continui a mancare un progetto per assicurarne la continuità produttiva.

“Nessun piano mentre cresce il rischio di chiusura”

Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil denunciano una situazione di stallo che dura da tempo. A fronte delle numerose ipotesi di rilancio prospettate negli anni, nessun intervento concreto è stato avviato e, secondo le organizzazioni sindacali, nemmeno gli annunci della politica e delle istituzioni locali hanno prodotto risultati.

Particolarmente critica, secondo i sindacati, è anche l’assenza di un confronto con il governo regionale. Le organizzazioni ricordano che, nonostante le ripetute richieste, non è mai stato convocato un tavolo con tutti i soggetti interessati per discutere il futuro del sito industriale e dei livelli occupazionali.

Una protesta per il lavoro e per il territorio

La giornata di sciopero del 18 agosto vuole riportare l’attenzione non soltanto sul destino dei lavoratori della centrale, ma anche sulle ricadute che un’eventuale chiusura avrebbe sull’economia del territorio e sulla sicurezza energetica dell’isola.

Per Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil la priorità resta l’avvio di un percorso di riconversione industriale che accompagni la transizione energetica senza disperdere competenze, occupazione e un’infrastruttura che, come dimostrato dagli stessi vincoli evidenziati da Terna, continua a svolgere un ruolo fondamentale per il sistema elettrico della Sicilia.