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Ho provato in tutti i modi a trovare una sola ragione per votare Sì al prossimo referendum, non ci sono riuscito, anche perché il contesto è peggiore del già pessimo testo.
Dal momento che la destra si autodefinisce populista, ho provato a capire perché mai questa riforma avrebbe aiutato gli ultimi, i poveri, i bisognosi.
Non ho trovato neppure una riga del testo dedicata a loro.
Nulla sulla lunghezza dei processi, niente sulle carceri, neppure un sospiro sulla carcerazione preventiva, neanche un cenno al potenziamento degli uffici e degli organici, nemmeno un cenno alle dotazioni tecniche e tecnologiche per contrastare mafie e corruzione.
In quel testo si respira una gran voglia di inquisizione verso la funzione giudicante, la divisione dei poteri, verso quei giudici che ancora indagano sugli intrecci tra mafia, servizi deviati, neofascisti, loggia P2.
Il vero intento della Riforma Nordio lo ha svelato, non volendo, proprio il ministro Nordio quando ha ricordato che tra le cose buone di Licio Gelli c’era anche il suo progetto sulla giustizia.
Naturalmente Nordio ha dimenticato di indicare tra le altre “cose buone” il coinvolgimento nelle stragi, il bavaglio alla informazione, il presidenzialismo senza controlli, le leggi speciali contro i sindacati, l’assalto al pensiero critico.
Il contesto che circonda il testo della Riforma trae le sue origini dal piano di Gelli, poi ripreso da Silvio Berlusconi, e oggi dalla destra che ci governa.
La Riforma Nordio sulla giustizia è solo il primo passo verso un precipizio che sarà segnato da una nuova legge elettorale truffa, dai bavagli alla informazione e alla magistratura, dal presidenzialismo senza controlli, da nuove leggi sicurezza che puntano a colpire il pensiero critico, il diritto di sciopero, lo stato sociale, l’autonomia della università, della ricerca, della scuola pubblica…
In fondo al tunnel, il desiderio di sempre, cancellare la Costituzione antifascista, equiparare boia e vittime, rendere onore ai loro padri fondatori, che furono tra i firmatari delle leggi razziali e dei bandi di fucilazione contro patriote e patrioti impegnati nella lotta contro i nazifascisti.
Il mio non sarà solo un No al loro quesito referendario, ma saranno centinaia di No al loro progetto. Bisogna fermarli subito, prima che sia troppo tardi.
Giuseppe Giulietti è coordinatore di Articolo21
























