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Riaprire il percorso per il rinnovo dell’accordo collettivo nazionale di riferimento per le collaborazioni nel settore delle ricerche di mercato, scaduto dal 2020. È la necessità condivisa da Nidil Cgil e la controparte datoriale Assirm (Associazione italiana ricerche di mercato, sociali e di opinione) al termine del confronto concluso ieri sera.
“Con l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto dei salari da una parte e l’avanzare dell’innovazione tecnologica e dell’IA dall’altra – asserisce in una nota il Nidil, sindacato che rappresenta gli atipici -, a parità di lavoro devono corrispondere condizioni dignitose, omogenee e coerenti con gli standard più avanzati di tutela”.
Il comparto coinvolge circa quindicimila lavoratori impegnati ogni giorno nelle attività di rilevazione, interviste e analisi, spesso in condizioni di elevata frammentazione e precarietà, nonostante l’alta professionalità richiesta e gli anni di esperienza maturati.
Con la riapertura del confronto con la parte datoriale nel settore delle ricerche di mercato, il sindacato ribadisce che, dopo la disdetta dell’accordo Asseprim formalizzata nel 2024, l’accordo Assirm rappresenta oggi l’unico riferimento per la tutela dei collaboratori del comparto. L’associazione di categoria rappresenta, infatti, l’80 per cento del mercato con un fatturato complessivo in crescita costante.
“Indispensabile arrivare in tempi rapidi al rinnovo dell’accordo, intervenendo sia sul versante salariale sia sulla regolazione delle nuove forme di organizzazione del lavoro – conclude Nidil Cgil – affinché innovazione tecnologica e qualità dell’occupazione nel settore procedano insieme, senza arretramenti nelle tutele e nei diritti”.






















