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Tutti e tutte insieme per l’evento di chiusura della campagna per il No: appuntamento mercoledì 18 marzo alle 17 in Piazza del Popolo a Roma. Le forze in campo per il No al referendum del 22 e 23 marzo si ritrovano all’evento finale, per difendere la giustizia, la Costituzione, la democrazia. In diretta su Collettiva.
Angela Verdecchia (studenti): "In piazza per difendere l'idea di democrazia su cui è nata la Repubblica
"80 anni fa questo Paese non nasceva solo come una Repubblica; nasceva come un’idea di democrazia. Dopo il fascismo, la guerra, la miseria e la violenza, nasceva la possibilità di immaginare uno Stato che non fosse fondato sulla paura, sull’obbedienza cieca o sul privilegio di pochi. Nasceva il cammino costituente che avrebbe dato all’Italia la sua Costituzione. Mi chiamo Angela, ho vent’anni e sono una studentessa. Sono qui oggi perché se la mia voce, il mio impegno e la mia partecipazione — insieme a quella di ognuno di voi e al percorso costruito in questi mesi — possono servire a difendere l’idea di Paese su cui questa Repubblica è stata edificata, allora so che non c’è altro posto in cui potrei o dovrei essere." Così Angela Verdecchia, Udu - Rete Studenti Medi
Gualtieri sul palco con la delegazione dei sindaci di Ali (Autonomie locali italiane)
Gualtieri: "Una riforma inutile e pericolosa che non aiuta la giustizia"
"In molti Comuni d'Italia stiamo facendo campagna per il No, perché la giustizia è fondamentale per chi amministra, ma lo è ancora di più per i cittadini. Essi hanno il diritto a un controllo di legalità su chi governa i propri territori; noi vogliamo una giustizia che funzioni davvero". Così il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "Penso che, nonostante la propaganda e la disinformazione, la realtà stia emergendo con estrema chiarezza grazie all'impegno del comitato per il No, delle associazioni, dei partiti e dei tanti sindaci mobilitati. Questa è una riforma inutile, ingannevole, sbagliata e pericolosa. È inutile perché non affronta i veri problemi della giustizia italiana. Non interviene sulle reali necessità: la carenza degli organici, le sedi fatiscenti, la lunghezza eccessiva dei processi e la mancanza di dotazioni informatiche per i magistrati. Nonostante si continui a parlare della necessità di cambiare, questa riforma ignora completamente le priorità strutturali del sistema."
Pagliarulo (Anpi): “Vogliono impedire controlli di legalità”
"Vogliono impedire alla magistratura di fare il suo mestiere, altro che riforma della giustizia. Ecco la ragione dell’allarme dell’Anpi. Questo governo, notate, è entrato in conflitto con la magistratura ordinaria, lo sappiamo, ma non solo: anche con la Corte dei conti, con la Corte di giustizia dell’Unione europea, con la Corte europea dei diritti dell’uomo, con la Corte penale internazionale, cioè con tutte le istituzioni la cui missione è il controllo di legalità. Si tratta della ciliegina sulla torta in questo orribile tempo di guerra, in cui alla forza del diritto si sostituisce il diritto della forza". Così Gianfranco Pagliarulo, presidente Anpi.
Rosy Bindi: è stata una grande campagna per il No
Rosy Bindi sul palco: "Ho fatto la mia piccola parte come tanti. Penso che dobbiamo ringraziarci a vicenda perché è stata una campagna referendaria molto bella e partecipata. Erano anni che non incontravo così tante persone che partecipano. Abbiamo compreso la riforma e riflettuto sulla politica, perché a noi sta a cuore la nostra Costituzione. Non abbiamo usato toni propagandistici, ci siamo sentiti umiliati dal fatto che si strumentalizzano bambini e famiglie, le persone più deboli. Ogni dieci anni si prova a cambiare la Costituzione: c'è chi la vuole cambiare e chi l'ha salvata, l'abbiamo fatto due volte e lo faremo anche stavolta".
Cioffredi, Libera: tuteliamo i magistrati che combattono la mafia
"Siamo qui per una scelta di campo, perché quando si parla di giustizia, di mafia non esiste neutralità: esiste solo responsabilità. Quando difendiamo l'autonomia della magistratura difendiamo la possibilità che in questo Paese si possano indagare i potenti, difendiamo la possibilità di indagare su mafia, politica e affari. La mafia non è solo violenza, è relazione e sistema: per scoperchiarlo serve una magistratura libera davvero. Ricordiamo i 27 magistrati uccisi da mafie e terrorismo: li hanno uccisi perché erano liberi, non si fermavano e indagavano dove non si poteva. Possiamo accettare che quella libertà vada indebolita? Assolutamente no".Sono le parole di Gianpiero Cioffredi di Libera.
Acerbo, Rifondazione: votare No per difendere la Costituzione
"Oggi abbiamo portato la nostra enorme bandiera della pace perché viviamo tempi di guerra: come sapevano le madri e i padri della Costituzione, le guerre producono svolte autoritarie e fascismi". Lo afferma Maurizio Acerbo, Rifondazione. "Per questo invitiamo a votare no, per difendere un gioiello della nostra Costituzione, l'autogoverno della magistratura. Madri e padri costituenti l'hanno voluto perché hanno visto nascere il fascismo. A chi dice basta citare il pericolo fascista, rispondiamo chiedendoci: come si può dire che non c'è pericolo autoritario dopo i morti di Minneapolis e le guerre autoritarie di Trump? Votiamo no per non passare da Rogoredo a Minneapolis, il passo è breve ma vogliamo impedirlo".
Manfredonia, Acli: mai indebolire l'autonomia della magistratura
Così dal palco il presidente delle Acli, Emiliano Manfredonia: "Oggi lo stato di diritto è sotto attacco costante: le piattaforme creano nuovo caporalato, mentre i padroni accumulano patrimoni enormi. Chi è intervenuto a difesa dei lavoratori? Un giudice". Siamo immersi in un mondo in guerra "che ha distrutto il diritto internazionale - aggiunge -. In tutto ciò noi vogliamo indebolire l'autonomia e l'indipendenza di un giudice? No. Se si vuole fare una riforma, bisogna rafforzare l'autonomia della magistratura, al contrario di ciò che sostiene il governo; non si fa dividendo un organo costituzionale come il Csm, né col gratta e vinci del sorteggio". Quindi in conclusione: "La Costituzione si cambia insieme: è questa la lezione dei nostri padri costituenti".
PiJi apre la serata: "C'è chi dice No"
La serata, condotta da Benedetta Tobagi e Massimo Cirri, viene aperta dalla canzone di PiJi: "C'è chi dice No". L'artista alla fine dice: "Viva la Costituzione!"
Tutto pronto per il popolo del No
Tutti in Piazza del Popolo a Roma. Sta per iniziare la grande manifestazione di chiusura della campagna per il No al referendum del 22 e 23 marzo. La piazza è piena.























