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Ha vinto il No. La riforma della Giustizia è stata bocciata sonoramente dall’ampia maggioranza di chi ha partecipato al voto referendario. Un risultato reso ancora più rotondo dall’alta partecipazione con un’adesione record che ha sfiorato il 60%.
In Piazza del Popolo a Roma fuochi d’artificio
“Stanotte – scrive il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola – possiamo dormire sogni tranquilli perché abbiamo messo in salvo la Costituzione, domani si riparte! Andiamo, avanti!”.
Genova dice No
A Genova, dove il No è arrivato al 61,15%, il fronte del No costituito dal Comitato società civile per il no, GiustodireNO, Stato di diritto e Avvocati per il NO, si è riunito ai Luzzati per analizzare e festeggiare l’esito del voto. “La prima considerazione – si legge in una nota – è sull’affluenza alle urne che anche per Genova è stata straordinaria. Al di là del risultato si tratta di una ottima notizia soprattutto se paragonata agli ultimi dati riguardanti le tornate elettorali che generalmente hanno visto la progressiva disaffezione al voto. È attraverso il voto che il singolo concretizza la partecipazione alla vita del Paese ed è esercitando il diritto di voto che si rinsalda la democrazia”.
“La seconda considerazione è sul messaggio che esce dalle urne: Costituzione e bilanciamento dei poteri dello Stato non si toccano e vanno preservati così come l’avevano voluti madri e padri costituenti. Il segnale che emerge oggi è chiaro e inequivocabile: difendere la democrazia, sbarrare la strada al premierato, dire no all’autonomia differenziata che vuole il Paese spacchettato in regioni a diverse velocità a partire da sanità e scuola. Ora il Governo ne prenda atto e assuma – si conclude la nota – la responsabilità di essere conseguente allo straordinario risultato referendario”.
Bucci, Cgil Puglia: "Ha vinto la Costituzione, la partecipazione, la democrazia"
"Ha vinto la Costituzione, la partecipazione, la democrazia. Respinto il tentativo di stravolgimento della Carta e l’attacco ad autonomia e indipendenza della magistratura”. Il commento di Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil Puglia.
Cgil Lecce: “Nessuno può mettere in discussione i valori costituenti”
“Il risultato di questo referendum parla chiaro: la Costituzione resta il cuore pulsante della nostra democrazia – così la Cgil Lecce interpreta il voto popolare –. L’esito del referendum è la riaffermazione potente dei valori costituenti: nessuno può metterli in discussione”. A dirlo il segretario generale Tommaso Moscara: “Tra i dati più significativi il peso determinante del voto giovanile: abbiamo assistito ad una grande e consapevole mobilitazione. Le giovani generazioni hanno compreso che difendere la Carta Costituzionale significa difendere il loro futuro, il diritto ad una giustizia equa, al lavoro e alla dignità sociale. Il No alla riforma non è solo una scelta elettorale, ma anche vera presa di coscienza collettiva, che ha ridonato centralità alla partecipazione democratica, anche nel nostro territorio. Nel Salento ha votato il 53,78% degli aventi diritto, un dato al di sopra della media regionale, superiore a quello delle elezioni regionali. Il No in provincia di Lecce conquista il 53,9%: un valore che premia gli sforzi dei Comitati a sostegno del No, tra questi quello della Società Civile per il No, che ha organizzato su tutto il territorio decine e decine di iniziative, tutte con il sostegno e la partecipazione della Cgil Lecce”.
A Napoli il No vince con il 75,5%: è il dato più alto d’Italia
“Dalla Campania un grande risultato per il No, oltre il 66%. Napoli ha risposto con il 75,5%, la legge Nordio non passa”. É quanto afferma il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci. “È stata una difesa serrata, dura – sottolinea Ricci –, una lunga campagna elettorale per la Costituzione. Questa legge Nordio voleva toccare sette articoli della Costituzione, voleva in qualche modo mettere un cappello politico alla giustizia. Dal Mezzogiorno, dal Sud è venuta una risposta chiara, inequivocabile. E in Campania è arrivata anche un importante segnale dal punto di vista della partecipazione al voto, con oltre il 50% degli aventi diritto che si sono recati alle urne. Adesso è il tempo di festeggiare, come dice Maurizio Landini, perché l’aria sta cambiando. Quando il mondo del lavoro scende in campo per difendere i diritti, per difendere la Costituzione arrivano i risultati. La democrazia e la Costituzione vanno preservate, la Magistratura deve conservare la sua autonomia e la sua indipendenza”.
Mannino, Cgil Sicilia: “Segnale importante per la democrazia”
“È una giornata importante per la democrazia nel nostro Paese. E importante, dentro la vittoria del No, è il risultato della Sicilia. È il segnale che viene da un terra martoriata dalla mafia e dalla corruzione, una terra che vuole riscattarsi, che crede nei valori della Costituzione, che investe sulla giustizia e sulla possibilità di affermare la legalità”. Lo dice Alfio Mannino, segretario
generale della Cgil Sicilia.
“Il segnale che viene dal referendum e dalla vittoria del No è chiaro – aggiunge Mannino –. Questo è un voto che parla anche al futuro della Sicilia – sottolinea –e alla possibilità reale di cambiamento ed è un segnale anche al governo della Regione che sul fronte della lotta alla corruzione, al malaffare e alla mafia non si
è speso. Come Cgil ci siamo mobilitati – afferma – per il massimo coinvolgimento popolare sui temi al centro del referendum e la risposta c’è stata nei termini della partecipazione democratica e del risultato e grande è stato il contributo delle giovani generazioni, cosa che fa ben sperare per il futuro della nostra terra”.
Mega, Cgil Basilicata: “Ha vinto la Costituzione”
"Ha vinto la Costituzione – il commento di Fernando Mega, segretario generale della Cgil lucana –. Un grandissimo risultato a livello nazionale e regionale, dove la Basilicata si è contraddistinta tra le regioni del Mezzogiorno con una delle affluenze più alte, 53,2%, e una schiacciante vittoria del No al 60,23%. I lucani hanno capito il vero obiettivo di questo referendum e il pericolo di una deriva autoritaria. Sta adesso al centrosinistra cogliere questo voto espressione di libertà e partecipazione e trasformarlo in politica attiva, per la rinascita di una regione che sta morendo dal punto di vista sociale, economico e industriale”.
Rossi, Cgil Toscana: “Messaggio chiaro al governo: non si comanda, si ascolta e ci si confronta”
“Esprimiamo soddisfazione per l’esito del referendum sulla giustizia, che vede la nostra regione ai vertici per affluenza e preferenze per il No. Frutto anche del grande impegno profuso in queste settimane dalla nostra organizzazione e dalle altre forze che si sono mobilitate. Un sentito ringraziamento va a tutte le militanti e i militanti che hanno contribuito con passione e determinazione. Il voto conferma l’attenzione e il senso civico delle cittadine e dei cittadini toscani, capaci di difendere i valori della Costituzione, l’equilibrio del sistema democratico e una giustizia equa. Dall’Italia e dalla Toscana arriva oggi un messaggio chiaro al Governo: per governare non si comanda, ma si ascolta e ci si confronta, a partire dalla voce di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, che sono il motore del Paese. C’è una forte domanda di pace e di giustizia sociale che va ascoltata. Su questi temi la Cgil continuerà a essere mobilitata”.
Francese, Cgil Livorno: “Grande risposta di tutto il nostro territorio. Schiaffo al governo”
“Grande risposta e grande mobilitazione di tutto il territorio livornese. Nella città di Livorno – ha dichiarato il segretario generale della Camera del Lavoro, Gianfranco Francese – a votare No è stato ben il 67% dei votanti (la percentuale più alta fra tutti i capoluoghi di provincia della Toscana) mentre a livello provinciale il 62%. Un vero e proprio schiaffo al governo Meloni. Un risultato importante, frutto anche dell’impegno e della passione messa in campo in questi mesi dai volontari locali dei comitati. Come sempre Livorno sa da che parte stare”.
Santarelli, Cgil Marche: “C’è una nuova generazione di giovani pronti a mobilitarsi”
“Due sono le lezioni più importanti di questo referendum – ha detto Giuseppe Santaerelli, segretario generale della Cgil Marche –. La prima: la Carta Costituzionale non si può cambiare a colpi di maggioranza, e anche stavolta le regole pensate dai padri costituenti hanno dimostrato la loro attualità e la loro forza. La seconda: c’è una nuova generazione di giovani pronti a mobilitarsi per le questioni importanti. Apriamo le porte a questi giovani – capaci, battaglieri e assetati di giustizia – e lasciamoli decidere del loro futuro. C'è voglia di risposte, di concretezza, di sogni reali. La loro mobilitazione in questi giorni si è sentita e ha fatto la differenza”.
Cgil Modena: “Netta vittoria del no. La costituzione è nata per unire”
“Avevamo ragione noi. Gli italiani non sono caduti nella trappola del Governo Meloni e hanno detto No in maniera chiara e netta a una riforma della Magistratura inutile e dannosa, perché volta a indebolire l’autonomia e l’indipendenza della stessa Magistratura”. Così la Cgil Modena ha commentato l’esito della consultazione sulla riforma Nordio. “Il risultato del referendum sulla giustizia è chiaro: è una sconfitta elettorale per il governo Meloni – il 53,7% degli italiani e il 57,8% dei modenesi ha detto No –, ma questo risultato è altrettanto una sconfitta sociale e politica. Ha sbagliato il governo a utilizzare la Costituzione per dividere il Paese, la Costituzione è nata per unire. Questo il messaggio forte che esce dalle urne. Grande è stata la partecipazione degli italiani al voto, con il 58,93% a livello nazionale, il 66,67% in Emilia Romagna e il 67,20% a Modena”.
Giorgini, Cgil Forlì Cesena: “Un voto che parla anche di lavoro”
“Questo voto ci parla anche di lavoro. Ci dice che le lavoratrici e i lavoratori vogliono vivere in un Paese in cui i diritti siano tutelati, in cui le istituzioni siano autonome e credibili, e in cui la giustizia resti un presidio contro disuguaglianze, sfruttamento e illegalità. Senza una democrazia solida e senza un equilibrio tra i poteri, anche i diritti del lavoro diventano più fragili". Così Maria Giorgini, segretaria generale della Cgil Forlì Cesena.
“Come Cgil Forlì Cesena continueremo a essere impegnati nella difesa della Costituzione, dei diritti e della partecipazione democratica, a partire proprio dal lavoro, dalla sua qualità, dalla sicurezza e dalla dignità delle persone.
Oggi è una giornata di soddisfazione, ma anche di responsabilità: quella di non arretrare nella tutela dei diritti e nel presidio dei valori democratici”.
Basso, Cgil Veneto: “Viva l'Italia che resiste”
“Il netto prevalere del No – ha dichiarato Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto – è una conferma della volontà dei cittadini di preservare l’autonomia e l'indipendenza della magistratura da ogni tentativo di condizionamento da parte del potere politico. Anche guardando al nostro territorio, il dato del Veneto merita un'analisi profonda che vada oltre il semplice mancato raggiungimento della maggioranza. Nella nostra regione oltre 970.000 persone si sono recate alle urne per dire No, esprimendo una posizione chiara a tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato. È un segnale che emerge soprattutto in comuni capoluoghi come Belluno, Padova, Treviso, Venezia, e Vicenza, dimostrando che anche nostra regione c'è una forte sensibilità verso la tenuta delle istituzioni e la difesa della Costituzione. Da qui – conclude basso – dobbiamo ripartire per garantire una giustizia efficiente che non rinunci mai ai suoi principi costituzionali”.
Giordano, Cgil Venezia: “Ha vinto la partecipazione, ha vinto la voglia di cambiare davvero le cose”
Gaillard, Cgil Valle d’Aosta: “È una vittoria della democrazia e della partecipazione”
“È una vittoria della democrazia e della partecipazione – ha dichiarato Vilma Gaillard, Cgil Valle d’Aosta –. Le cittadine e i cittadini hanno dimostrato attenzione e responsabilità nel difendere la Costituzione”.


























