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La situazione economica di Seta è critica e, secondo la Filt Cgil di Reggio Emilia, rischia di avere conseguenze anche sul rapporto tra azienda e lavoratori. È quanto emerso dall’incontro tra le organizzazioni sindacali e i vertici della società, convocato per illustrare il bilancio e il quadro finanziario.
Secondo quanto riferito dall’azienda, il risultato negativo sarebbe legato a numerose cause, tra cui l’aumento dei costi del carburante, al rinnovo del contratto nazionale, non interamente coperto dalle risorse statali, e alla crescita dei costi assicurativi. Il mancato finanziamento completo del rinnovo contrattuale, sostiene la Filt, determina per Seta uno scoperto di circa 3 milioni di euro.
Nuovi autobus, ma restano i problemi sul lavoro
Nel frattempo sono previsti nuovi investimenti sul parco mezzi. Seta ha confermato l’arrivo di 62 autobus ecologici: 22 destinati a Reggio Emilia, 24 a Modena e 16 a Piacenza, tra mezzi elettrici e a metano.
Per la Filt Cgil, però, gli investimenti sui mezzi devono essere accompagnati da una maggiore attenzione al personale. Il sindacato segnala difficoltà nel reperimento degli autisti, che collega a salari e condizioni di lavoro, e chiede di intervenire sui problemi ancora aperti nella gestione del personale.
Tra questi ci sono le disponibilità in turno, che incidono sulla conciliazione tra vita privata e lavoro, i trasferimenti interni e la situazione dei lavoratori inidonei. Per la Filt, l’assenza di soluzioni su questi temi può alimentare nuove tensioni e portare a scioperi.
La proroga della gara e l’Azienda unica regionale
Un altro capitolo riguarda l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale. La gara sarà prorogata di due anni, nel percorso indicato verso la creazione di un’Azienda unica regionale.
Secondo il sindacato, i prossimi due anni saranno quindi segnati da risorse limitate. La Filt conferma l’obiettivo di arrivare a un Contratto unico e sposta il confronto sui territori, chiedendo un intervento agli enti soci di Seta, pubblici e privati.
Nel mirino della categoria ci sono in particolare Comuni e istituzioni locali, ai quali viene chiesto di intervenire sul sistema di welfare regionale per reperire le risorse necessarie a garantire il contratto del personale e il servizio di trasporto pubblico.






















