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L’interessamento di Byd per lo stabilimento Menarini di Flumeri può aprire uno spazio per il rilancio industriale dell’Irpinia e del Sannio. Ma per la Filctem Cgil Avellino-Benevento l’attenzione deve concentrarsi anche sulle aziende dell’indotto, duramente colpite dalla crisi dell’automotive.
Il sindacato precisa che al momento non esiste un progetto né una strategia imprenditoriale definita e invita quindi a non alimentare aspettative premature. Allo stesso tempo, però, ritiene necessario discutere di quale direzione dare alla manifattura industriale dei territori.
L’indotto stretto tra crisi e perdita di lavoro
La crisi dell’automotive ha prodotto conseguenze profonde anche sulle imprese che lavorano intorno agli stabilimenti. Aziende dell’indotto hanno perso lavoro e capacità produttiva, mentre per molte lavoratrici e lavoratori sono venuti meno turni e reddito.
Per la Filctem, questa situazione non può essere considerata soltanto una somma di crisi aziendali. Dietro la riduzione del lavoro ci sono professionalità che rischiano di andare perdute, famiglie alle prese con redditi insufficienti e giovani costretti a lasciare i territori.
"L’indotto è un asset strategico dell’Irpinia e del Sannio", sostiene il segretario generale della Filctem Cgil Avellino-Benevento, Carmine De Maio. Da qui la richiesta di portare la situazione nelle istituzioni e nei tavoli di trattativa, perché la sofferenza delle aziende e dei lavoratori non rimanga confinata dentro i luoghi di lavoro.
Flumeri e una possibile filiera da riattivare
In questo quadro, lo stabilimento Menarini di Flumeri viene indicato dalla Filctem non come un semplice sito produttivo da riempire, ma come un possibile nodo attorno al quale rimettere in moto competenze, lavoro qualificato e attività dell’indotto.
Un eventuale rilancio, secondo il sindacato, potrebbe dare ossigeno alle aziende che hanno resistito alla crisi e restituire prospettive a lavoratrici e lavoratori che da tempo vivono in una situazione di incertezza.
Per questo la Filctem chiede alle istituzioni una regia pubblica forte e continuativa, capace di accompagnare le diverse fasi, tutelare il lavoro e valorizzare le competenze presenti sul territorio.
"Il tempo delle attese è finito"
Per il sindacato, Flumeri dovrebbe diventare una priorità delle politiche industriali e un possibile modello di contrattazione di sito e di filiera. Il rilancio dello stabilimento e dell’indotto, sostiene la Filctem, non riguarda soltanto il territorio ma assume una dimensione nazionale.
Trasparenza, investimenti, qualità del lavoro, formazione e sicurezza sono le condizioni indicate dal sindacato. L’obiettivo è evitare che l’eventuale interesse per lo stabilimento rimanga un’ipotesi e trasformarlo, attraverso un confronto con le istituzioni, in una prospettiva concreta per il lavoro.






















