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Nel periodo gennaio-luglio 2026, in base agli ultimi dati Inail elaborati dall’Ires Cgil Marche, gli infortuni denunciati nella regione sono 10.134, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (+1,0%). Sono 13 gli infortuni mortali da gennaio a luglio 2026. Loredana Longhin, segreteria regionale Cgil Marche: “Subito, cambiare il modello di fare impresa, no ad un modello che uccide”.
Coinvolgono in misura maggiore gli italiani, ma l’incremento più significativo si osserva tra gli stranieri Extra-Ue (+2,7%) e, soprattutto, tra gli stranieri Ue (+13,1%). Tra le classi di età, gli infortuni riguardano principalmente gli individui tra i 50-59 anni, benché l’aumento più acuto si verifica nella fascia 30-39 anni (+7,8%). Osservando il panorama per settore nelle denunce in occasione di lavoro, la manifattura in generale non registra particolari variazioni (-0,8%), per effetto della diminuzione consistente nella chimica-gomma-plastica (-16%, -44 infortuni) che mitiga gli aumenti nella meccanica (+2,6%), legno e mobili (+2,7%) e calzature e abbigliamento (+3,7%). Tra i territori, a eccezione delle province di Macerata e Pesaro Urbino dove gli infortuni sono in diminuzione, le altre province registrano un aumento.
“La Cgil Marche chiede alla Regione – conclude Longhin – maggiori risorse per la spesa sanitaria in sicurezza e un piano straordinario di assunzioni per la vigilanza e controlli”.
























