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Migliaia di persone hanno sfilato oggi (sabato 25 gennaio) a Massa alla manifestazione regionale organizzata dalla Cgil Toscana contro la repressione del dissenso. Il corteo, composto da cittadini, società civile, politica, sindacato, è partito da piazza IV Novembre, di fronte alla stazione ferroviaria, mentre le conclusioni si sono svolte in piazza Aranci.
Le motivazioni della manifestazione
Il corteo prende le mosse dalla volontà di esprimere solidarietà a sindacalisti, esponenti della società civile e giovani raggiunti nei giorni scorsi dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari della Procura massese relativo ai fatti avvenuti il 3 ottobre 2025 presso la stazione ferroviaria di Massa Centro, nel corso di una manifestazione in occasione dello sciopero generale contro il genocidio in Palestina.
L’atto riguarda 37 persone, tra cui il segretario organizzativo Cgil Toscana Paolo Gozzani, il segretario generale Cgil Massa Carrara Nicola Del Vecchio, i segretari generali Fp e Fiom di Massa Carrara Alessio Menconi e Umberto Faita.
È in piedi l’ipotesi di uno sciopero generale da parte della Cgil in tutta la Toscana, che si farà ove si passasse dagli atti di indagine al rinvio a giudizio delle 37 persone raggiunte dall’avviso della Procura. La Cgil Toscana lunedì 26 gennaio aprirà una sottoscrizione per coprire le spese giudiziarie.
Rossi, Cgil Toscana: “In gioco è l’essenza della Costituzione”
“Oggi siamo qui intanto per rimarcare le ragioni delle mobilitazioni per la Palestina, perché il genocidio è tutt’altro che finito e il massacro sta ancora andando avanti”. Così dal palco il segretario generale Cgil Toscana, ha detto Rossano Rossi: “E poi perché ci sentiamo partigiani della Costituzione in quanto oggi viene messa in discussione la libertà di protestare. Oggi la posta in palio è l’essenza della Costituzione”.
La manifestazione di oggi, ha affermato Rossi, lancia un messaggio: “È inaccettabile che il dissenso sociale e politico venga trattato come un problema di ordine pubblico e che la protesta venga trasformata in reato. Siamo pronti anche a uno sciopero generale su questa questione perché così si comprimono spazi democratici fondamentali e si colpiscono persone che chiedono pace, diritti e giustizia”.
Il segretario generale Cgil Toscana ha evidenziato che “in Italia c’è un clima veramente preoccupante, creato dal governo, di repressione del dissenso, di criminalizzazione della protesta: chi protesta per la giustizia sociale, per la pace e contro la guerra, per il lavoro. Questo governo non è disposto a sentire chi la pensa diversamente”.
Per Rossi quanto sta accadendo “non può essere letto come un fatto isolato. In molte parti del mondo assistiamo a una crescente repressione del dissenso, alla criminalizzazione delle proteste e all’uso degli strumenti di sicurezza per limitare diritti e libertà fondamentali”
Il segretario generale Cgil Toscana sottolinea anche che viviamo in “un clima internazionale segnato dalla violazione sistematica del diritto internazionale e dei diritti umani. In Italia poi si usano due pesi e due misure verso chi manifesta: non si fa assolutamente se c’è il supporto di qualche esponente del centrodestra o se si fanno saluti romani”.
Rossi così conclude: “È una battaglia che riguarda ognuno e ognuna di noi. Perché quando si colpisce il diritto di manifestare di alcuni, si mette in discussione la libertà di tutte e tutti. Noi non staremo zitti. Difendere chi oggi è sotto accusa significa difendere il diritto collettivo a esprimere il proprio pensiero, a dissentire, a partecipare alla vita democratica del Paese”.
“La manifestazione di oggi è la risposta migliore che potesse essere data”, ha dichiarato il segretario generale Cgil Massa Carrara Nicola Del Vecchio: “È anche la risposta che la città ha voluto dare ai provvedimenti adottati dalla giunta comunale, che hanno criminalizzato il dissenso e tentato di alzare artificialmente la tensione sociale”. Il riferimento è all'ordinanza del sindaco Francesco Persiani con cui sono adottate misure per la sicurezza, limitando la vendita e la detenzione di bevande in contenitori fragili lungo il percorso corteo.

























