Assunta aveva appena undici anni quando vide il fumo alzarsi sopra il Bois du Cazier. “Ho capito subito che era successo qualcosa di brutto e che mio padre non ce l’avrebbe fatta, perché lavorava sottoterra”, racconta oggi, tornando a Marcinelle settant’anni dopo.
Suo padre, Antonio Di Pietrantonio, aveva 37 anni ed è uno dei 262 minatori che persero la vita l’8 agosto 1956. Lo riconobbero il fratello e uno zio da un berretto che la bambina portava sempre e che lui aveva preso per metterselo sotto il casco.
Da quel giorno la sua vita cambiò per sempre: il ritorno in Abruzzo, il collegio, una ferita mai rimarginata. “Quando torno di quel giorno mi riviene tutto in mente”.






















