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La spesa militare italiana supererà per la prima volta i 40 miliardi di euro nel 2027. È quanto emerge dall’analisi delle tabelle della legge di Bilancio condotta dall’osservatorio Milex, secondo cui la spesa prevista raggiungerà i 40,044 miliardi, con un aumento di oltre 6 miliardi rispetto ai quasi 34 miliardi del 2026. Una crescita del 18% che segna un nuovo record storico.
Aumenta soprattutto il bilancio del ministero della Difesa, che arriverà a 38,823 miliardi di euro, 6,425 miliardi in più rispetto all’anno precedente, con un incremento del 19,8%. Ma a trainare la crescita sono soprattutto gli investimenti in armamenti. Come scrive Milex nel rapporto, "nel solo bilancio Difesa salgono da 9,9 a 13,5 miliardi (+37%) e, sommando i fondi del ministero delle Imprese e del Made in Italy, i costi per nuove armi fanno un salto di 4 miliardi, da 13,2 a 17,2 miliardi, arrivando a rappresentare il 43% di tutta la spesa militare". Nel 2026 la quota destinata agli armamenti era pari al 38,8%.
Il rapporto segnala anche un forte aumento delle risorse destinate all'amministrazione e al funzionamento della struttura militare. Le spese per uffici e voci non operative passano da 2,760 a 4,305 miliardi, con un incremento di 1,545 miliardi, pari al 56%. In particolare, i fondi per i Servizi generali di direzione amministrativa (Bilandife) salgono da 802 milioni a 1,824 miliardi, più del doppio.
Per Milex questa crescita si inserisce in una situazione in cui la Difesa fatica già a utilizzare le risorse disponibili. Il rapporto ricorda che nel 2025 il settore degli investimenti ha accumulato un disavanzo di cassa di quasi 2 miliardi, coperto attraverso un'integrazione straordinaria di 800 milioni del ministero dell'Economia e il rinvio di circa 1,1 miliardi di residui. La capacità di spesa di cassa è scesa all'80%, rispetto al 90% del 2021. "La Difesa fatica cioè a gestire le risorse che ha già, e le tabelle 2027 prevedono di aggiungerne molte di più sia per le armi sia per la macchina che dovrebbe spenderle", segnala l'osservatorio.
Quattro miliardi e mezzo in più rispetto alle previsioni precedenti
Il rapporto distingue inoltre tra gli stanziamenti già previsti e le risorse aggiuntive introdotte dalla nuova manovra. A legislazione vigente, il bilancio della Difesa per il 2027 sarebbe stato di 34,298 miliardi. La legge di Bilancio porta invece la cifra a 38,823 miliardi, con un incremento di 4,525 miliardi, pari allo 0,19% del pil.
Di queste nuove risorse, il 59% (2,671 miliardi) è destinato agli acquisti di armamenti. Un altro 33% (1,487 miliardi) va agli uffici e alle spese non operative, mentre il restante 8% riguarda i carabinieri nelle funzioni di ordine pubblico e forestali. Per il personale militare, invece, l'incremento è di appena 4,6 milioni.
La crescita appare ancora più marcata se il confronto viene esteso al 2023, anno della prima legge di Bilancio del governo Meloni. Secondo le stime Milex, la spesa militare diretta è passata dai 26,7 miliardi di quell'anno ai 40,044 previsti per il 2027: 13,3 miliardi in più, con un aumento del 50% in cinque anni. Per gli armamenti si passa da circa 9,5 a 17,2 miliardi, con una crescita dell'81%.
Il ritardo del Documento programmatico della Difesa
Milex richiama infine l'attenzione sulla mancata presentazione del Documento programmatico pluriennale della Difesa (Dpp), che per legge dovrebbe essere trasmesso al Parlamento in primavera. A inizio novembre il documento risulta ancora assente, con sette mesi di ritardo.
La sua mancanza impedisce alle Camere di conoscere nel dettaglio i programmi di acquisto, i costi complessivi dei singoli sistemi d'arma e la distribuzione delle spese negli anni. "Il Parlamento si trova così a discutere una Legge di Bilancio da cui si ricava una quota record di 13,5 miliardi per gli acquisti di armamenti nel solo bilancio della Difesa, che come detto diventano 17,2 miliardi complessivi considerando i fondi del Mimit, senza avere accesso al documento che dovrebbe dire quali programmi siano in corso, quanto costino in totale e con quali profili di spesa pluriennali", scrive l'osservatorio.
Il ritardo, aggiunge Milex, si accompagna a una progressiva riduzione delle informazioni contenute nel documento. L'edizione 2025 aveva già eliminato i costi complessivi dei singoli programmi, la quota dei carabinieri nelle missioni e i dettagli sui conteggi trasmessi agli organismi internazionali.






















