Chi viene a Genova e fa un giro in centro città può imbattersi in un monumento che rappresenta un uomo nudo. L’uomo indica lontano e la sua figura è sovrastata da un’altra figura maschile sospesa nell’aria; entrambi sono circondati da tre pali. Largo XII Ottobre, questo è il nome del luogo, ospita il monumento intitolato a Guido Rossa che il Consiglio di Fabbrica dell’Italsider, la fabbrica di Rossa, a tre anni dalla sua morte, decise di commissionare ad un artista genovese.

È il 1982 e a vincere il concorso bandito dal Sindacato Nazionale Artisti Cgil di Genova è il giovane scultore Franco Repetto. “ll modello in gesso del monumento nasce in un luogo tutt’altro che tradizionale per l’arte: all’interno degli stabilimenti dove Guido Rossa lavorava ed è lo stesso artista a raccontare la realizzazione del modello a grandezza naturale, in gesso, a stretto contatto con i lavoratori, tra curiosità, partecipazione e coinvolgimento emotivo. Non è un dettaglio secondario: quest’opera non parla degli operai, ma nasce con loro”, così ricorda Gigliola Novali, curatrice della Quadreria Cgil della Camera del Lavoro di Genova, collezione che ospita il bozzetto in gesso della scultura.

Il monumento in bronzo venne poi inaugurato il 24 gennaio 1984, nel quinto anniversario del barbaro omicidio, dal sindaco di Genova Fulvio Cerofolini. Sul basamento è riportata una frase dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini: “operaio dell’Italsider membro del Consiglio di fabbrica non ebbe paura della minaccia e del ricatto. Volle compiere il suo dovere di cittadino, di sindacalista, di uomo libero. Sicari delle Brigate Rosse lo attesero per colpirlo alle spalle. Cadde in nome della libertà. Con orgoglio e gratitudine i lavoratori dell’Italsider e gli operai di tutta Italia ricordano il compagno Guido Rossa”

“Le due figure rappresentano il corpo e l’anima di Guido Rossa; i tre lunghi pali che attraversano la composizione sono la traduzione simbolica dei tre mesi che trascorrono dalla sua denuncia sino alla sua morte. Ciò che rende quest’opera davvero unica è il suo significato storico e simbolico: per la prima volta – fatto inedito per Genova – la scultura monumentale di tradizione classica, fusa nel metallo che per secoli ha celebrato eroi, personaggi pubblici, condottieri e figure mitiche, viene dedicata a un operaio, un uomo ‘comune’ che, con un gesto di responsabilità e coraggio, ha difeso la legalità e i valori democratici, pagando con la vita”, ricorda ancora Novali.

Genova ricorda Guido Rossa

Sono passati 47 anni dal giorno in cui un commando delle Brigate Rosse uccideva a sangue freddo l’operaio comunista e delegato della Fiom Guido Rossa sotto la sua abitazione; quasi cinquant’anni nei quali la città non ha rimosso, non ha cancellato, anzi, ogni anno rilancia con iniziative che non sono solo trasmissione della memoria, ma sottolineano valori, avanzano istanze, promuovono solidarietà.

Ne è esempio la Società di Mutuo Soccorso Guido Rossa, nata nella sua fabbrica una decina di anni fa per sostenere la solidarietà tra i soci, ma che ha allargato lo sguardo alla città con iniziative come la spesa solidale, che mensilmente viene distribuita nel quartiere dell’acciaieria che la ospita; e che da qualche anno promuove incontri nelle scuole sui temi della democrazia e organizza viaggi per portare i ragazzi in visita ad Auschwitz. Scuole, strade (è del 2015 l’inaugurazione con l’allora sindaco Marco Doria della grande strada a mare che porta il suo nome e che collega la zona portuale al ponente cittadino), una centrale termica che fornisce riscaldamento e acqua calda al San Martino, uno tra gli ospedali più grandi d’Italia. Un francobollo nel 2024 e un annullo filatelico, il cui timbro è conservato presso il Museo nazionale della filatelia di Poste italiane, voluto dalla Camera del lavoro di Genova su una cartolina che rappresenta l’opera dal titolo “Anche chi subisce può scrivere la storia” dell’artista genovese Angelo Baghino, e facente parte della collezione della Cgil genovese. In quest’opera Baghino ha immaginato che, dell’assassinio dell’operaio della Fiom Cgil, parli tutto il mondo: le testate giornalistiche nazionali ed estere ricordano, nel collage dell’artista, l’operaio Rossa, il sindacalista, il militante del Pci, l’alpinista e il padre.

Quella che oggi è Acciaierie d’Italia, ieri era Italsider; nel tempo, ragioni sociali, proprietari e persino la produzione, con la chiusura dell’altoforno nel 2005, sono cambiati. A non cambiare, nella fabbrica di Guido Rossa, è lo spirito di resistenza degli operai, disposti a difenderla in ogni modo, come accaduto recentemente contro il piano di ridimensionamento del Governo, attraverso gli scioperi e i cortei, le tende in mezzo alla strada, i blocchi e le occupazioni.

La città lo ricorderà oggi, 23 gennaio, in quattro luoghi simbolici: in via Fracchia, dove è stato ucciso, in largo XII Ottobre, dove si trova il monumento; e poi, ovviamente, in Camera del Lavoro e nella sua fabbrica, dove insieme agli operai di oggi, alle autorità, e ai ragazzi delle scuole, saranno presenti anche i giovani operai di allora, amici e compagni di Rossa.

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