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“Il caro vita a Roma e Lazio nel 2026: raccontaci come sta andando”. Se non fosse la Cgil capitolina a chiederlo in un format creato apposta per indagare sul momento buio che vivono i cittadini, suonerebbe quasi come una provocazione. Perché la rincorsa dei prezzi alimentata dagli scenari internazionali quanto mai incerti e legati alla gestione dissennata del traffico che attraversa il famigerato Stretto di Hormuz, sta rendendo sempre più difficile arrivare a fine mese per chi vive del proprio stipendio o della propria pensione.
Gli spettri della crisi e della recessione si aggirano intorno alle case degli italiani. Una situazione preoccupante che ha spinto il Quadrato rosso a Roma e nel Lazio a lanciare un sondaggio anonimo su come l’aumento dei prezzi, dal carburante alla spesa, dalle bollette all’affitto, sta pesando sul reddito e sulla vita quotidiana. La raccolta delle testimonianze si chiuderà il 28 aprile, ma il numero di chi ha deciso di rispondere alle domande – duemila persone in 24 ore – la dice lunga sulle condizioni materiali delle persone.
Per rispondere ci vogliono meno di tre minuti. A chi decide di fermarsi un attimo è offerta la possibilità di dire la propria su questioni dirimenti e che pure quasi mai vengono domandate ai “diretti interessati”. Una su tutte? “Quali misure ritieni più urgenti per migliorare la tua situazione?”. Una domanda alla quale puoi dare massimo tre risposte tra quelle fornite: ampliare lo smart working, potenziare il trasporto pubblico e ridurre i costi, ricevere agevolazioni su affitti e mutui, ottenere una rivalutazione delle pensioni o il rinnovo dei contratti collettivi o la riduzione fiscale su redditi da lavoro o pensione. E ancora: poter avere un sostegno alle famiglie con minori, che siano messi sotto controllo i prezzi dei beni di prima necessità, che sia varato un sostegno alle famiglie con non autosufficienti. O, persino, nessuna delle risposte precedenti. Per chiudere viene anche lasciata all’utente la possibilità di “aggiungere qualcosa sulla propria situazione o fare una proposta”.
Aspettiamo con ansia i risultati del sondaggio anche se temiamo di sapere già come andrà a finire. Perché la situazione, come denuncia da tempo la Cgil, è chiara. Sarebbe importante capire come il governo inenda reagire.
(Clicca QUI per rispondere al sondaggio)






















