Mobilitazione nazionale dei sindacati delle forze di polizia e delle forze armate per denunciare il progressivo impoverimento del personale in divisa e chiedere interventi concreti su salari, previdenza e organici. Questa mattina si sono svolti presìdi e iniziative di volantinaggio davanti alle prefetture di tutta Italia, promossi dal Silp Cgil per la Polizia di Stato, dal Siam per l’Aeronautica Militare e dall’Lrm per l’Esercito Italiano.

A Roma il cuore della protesta si è concentrato prima in piazza Capranica e poi davanti a Palazzo Chigi, dove i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno ribadito le ragioni della mobilitazione: il rinnovo del contratto di lavoro, la tutela previdenziale e la cronica carenza di organici che, denunciano, sta mettendo in difficoltà i servizi operativi.

Nella capitale erano presenti il segretario generale del Silp Cgil, Pietro Colapietro, e il segretario generale del Siam, Alfio Messina. Alla manifestazione hanno partecipato anche i deputati del Partito Democratico Matteo Mauri e Andrea Casu.

Al centro della contestazione il divario tra l’inflazione reale registrata nel biennio 2022-2024, indicata in oltre il 17%, e gli aumenti salariali previsti, che si fermerebbero al 5,78%. Una differenza che, sostengono le organizzazioni promotrici, determina una perdita di potere d’acquisto pari a circa 300 euro al mese per lavoratore.

Le critiche riguardano anche le risorse stanziate per il triennio 2025-2027, giudicate insufficienti, e la mancanza di risposte sul fronte previdenziale. In particolare, viene evidenziato il ritardo nell’avvio della previdenza complementare, considerata essenziale per il personale che andrà in pensione con il sistema contributivo puro.

I sindacati contestano inoltre l’attuale assetto della cosiddetta previdenza dedicata, ritenuta inadeguata rispetto alle esigenze di tutela e perequazione economica del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco.

Con la mobilitazione odierna, le organizzazioni promotrici chiedono al governo l’apertura di un confronto che affronti in modo strutturale il tema delle retribuzioni, delle pensioni e del rafforzamento degli organici nei comparti della sicurezza e della difesa.