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Riace, a scuola di umanità

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Mimmo Lucano racconta cosa ha significato per il suo modello d'inclusione tenere i bambini in classe, a prescindere da provenienza e colore della pelle

La scuola come leva fondamentale d'integrazione. La scuola di Don Milani, quella che non lascia indietro nessuno. L'ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, racconta a Collettiva cosa ha significato per il suo modello d'inclusione tenere i bambini in classe, a prescindere da provenienza e colore della pelle. "La scuola – dice Lucano – per me deve essere come quella che ci fu nelle difficoltà del dopo guerra, il centro in cui una comunità trova sé stessa". 

Ed è quello che è successo a Riace, con classi "di mille colori", come rivendica con l'orgoglio l'ex primo cittadino del paese calabrese. Anche con rischi corsi in prima persona. Sembra un paradosso, ma tra i reati per cui Lucano è stato condannato c'è anche quello di aver tenuto troppo a lungo in classe i bimbi migranti ospitati negli Sprar. Che, accolti a settembre, in virtù di un regolamento disumano, a febbraio avrebbero dovuto essere messi alla porta degli istituti che frequentavano.