La Fiom Cgil partecipa alla missione umanitaria internazionale diretta a Cuba, in partenza oggi nell’ambito dell’iniziativa “European convoy for Cuba”. L’annuncio arriva nel corso dell’Assemblea generale del Comitato Centrale del sindacato, alla presenza dell’ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar.

La mobilitazione si inserisce in un contesto che il sindacato definisce estremamente critico: “Cuba sta attraversando una delle crisi socio-economiche più acute della sua storia recente”, aggravata – secondo la Fiom Cgil – dagli effetti di lungo periodo dell’embargo imposto dagli Stati Uniti e dal recente inasprimento delle sanzioni. Misure che, si legge nella nota, “stanno impedendo l’accesso di cibo, carburante e medicinali”, contribuendo a una situazione definita come “emergenza sociale senza precedenti”.

La missione umanitaria

Il sindacato sostiene e partecipa direttamente alla spedizione, descritta come un’iniziativa per portare aiuti concreti alla popolazione: “La Fiom sostiene e partecipa alla Flotilla, in partenza oggi e diretta all’Avana, per rompere l’assedio degli Usa e portare aiuti umanitari a Cuba”.

L’adesione viene presentata anche come un gesto politico, oltre che solidale: “Un sostegno concreto a Cuba e un attestato di vicinanza e solidarietà al popolo cubano che da anni si batte con grande dignità per difendere le proprie conquiste sociali”.

Accusa all’embargo e richiamo al diritto internazionale

Nel comunicato, la Fiom Cgil utilizza toni esplicitamente critici verso la politica statunitense, parlando di “vergognoso quanto illegittimo embargo” e definendo la situazione una “palese violazione del diritto internazionale”.

Da qui un richiamo più ampio agli equilibri globali: “Mai come adesso occorre ripristinare il diritto internazionale, impedire lo svuotamento degli organismi internazionali a partire dall’Onu”, afferma il sindacato, sottolineando la necessità di garantire ai popoli il diritto all’autodeterminazione e di contrastare “nuovi e vecchi colonialismi”.