L’assemblea generale della Cgil nazionale ha espresso indignazione per la gravità di quanto sta accadendo negli Stati Uniti e solidarietà con lo sciopero generale e le manifestazioni di massa in Minnesota che stanno denunciando la repressione e le violenze provocate dall’Ice.

Cappelletti, Cgil Lombardia, e Basso, Cgil Veneto: “Presenza Ice alle Olimpiadi, schiaffo istituzionale”

Tiziana Basso, segretaria generale della Cgil Veneto

“La Cgil della Lombardia e la Cgil del Veneto, come territori olimpici, pensano –scrivono in una nota le segretarie generali lombarda, Valentina Cappelletti, e veneta, Tiziana Basso – che la presenza di questi corpi armati federali fra la delegazione diplomatica statunitense attesa per le olimpiadi sia uno schiaffo istituzionale, che meriterebbe ben altra risposta rispetto alle vaghe dichiarazioni rese dal ministro Matteo Piantedosi. È davvero difficile pensare che un governo così ossessionato dalla sicurezza dei nostri confini non sia in grado di sapere chi e quando li varcherà per accompagnare i diplomatici americani”.

Valentina Cappelletti

“È altrettanto incredibile – aggiungono – che la sicurezza in territorio italiano del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di stato Marco Rubio possa essere affidata a elementi di un corpo che si occupa di immigrazione e dogane, perché, in questo caso, gli stranieri saranno loro. Per loro fortuna, però, in Italia possiamo garantire che chiunque sia presente sul nostro territorio, non importa con quale cittadinanza, sia protetto dalla Costituzione e dalle forze di polizia che a essa devono rispondere”.

Per le segretarie Cgil,lLa presenza dell’Ice rappresenterebbe un “grave svilimento dello spirito olimpico e del significato profondo delle Olimpiadi. I Giochi nascono come celebrazione di pace, incontro tra popoli e valorizzazione della diversità culturale. La presenza di forze armate come l’Ice, portatrici di una visione securitaria e opposta a questi valori, contraddice in modo intollerabile il messaggio universale di dialogo e rispetto reciproco che le Olimpiadi dovrebbero veicolare”.

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