Ragazzi che vengono dall’India e dal Pakistan con il decreto flussi e che finiscono per essere sfruttati. Li incontrano tutti i giorni i sindacalisti della Camera del lavoro di Pordenone, e Pashmeen Kaur, funzionaria della Flai Cgil provinciale, li accoglie, li assiste, fa da mediatrice culturale, tra le altre cose.
“Soprattutto gli indiani che arrivano attraverso il decreto flussi ci raccontano che il loro caporale non fa la procedura per regolarizzarli – racconta Kaur -, tra cui la formalizzazione del permesso di soggiorno. Ogni giorno sono obbligati a lavorare dalle 10 alle 14 ore al giorno, anche sotto la pioggia e la grandine, senza ricevere in cambio nemmeno un centesimo. Anche la loro condizione abitativa è pessima: i caporali prendono in locazione o comprano appartamenti per poi affittarli ai lavoratori, a pagamento: in due camere, una cucina e un bagno alloggiano fino a 20 persone”.
Si rivolgono alla Cgil, in particolare a Pashmeen Kaur perché parla la loro lingua. “Chiedono aiuto, cercano di evitare l’espulsione quando vengono beccati dalla polizia – dice Kaur -, e noi li convinciamo a denunciare la loro condizione anche se non è sempre facile: ci vogliono mesi per convincerli, e dopo la denuncia riescono a ottenere un permesso di soggiorno per grave sfruttamento lavorativo”.






















