Bonfiglioli Riduttori ha comunicato la chiusura con effetto immediato del contratto di appalto con Bcube e Client per le attività logistiche del sito di Calderara di Reno, lasciando senza lavoro 52 persone e procedendo poi individualmente a proporre l’assunzione solo ad alcuni lavoratori senza alcun confronto sindacale. La decisione arriva nel pieno delle mobilitazioni proclamati dalle Rsu di Bonfiglioli, Bcube e Client e dalle organizzazioni sindacali Fiom, Uilm, Usb e Filt Cgil, che aveva registrato un’adesione totale tra i lavoratori dell’appalto e una partecipazione importante e non scontata anche tra gli operai e gli impiegati Bonfiglioli.

Una vertenza costruita dalle scelte scellerate delle aziende, passo dopo passo

La vicenda affonda le radici in un accordo sindacale del 1997, firmato nel momento in cui Bonfiglioli esternalizzò le attività di logistica, con una clausola esplicita: “in caso di futura reinternalizzazione – ricostruisce la Fiom in una nota –, tutti i lavoratori coinvolti sarebbero stati tutelati. A febbraio di quest’anno, quando l’azienda ha annunciato la chiusura dei contratti di appalto e oltre 60 potenziali esuberi legati al progetto di automazione del magazzino – senza alcuna comunicazione preventiva alle Rsu e dichiarando esplicitamente di non essere tenuta a rispettare quell’accordo – è arrivato il primo sciopero. Da allora si sono susseguiti otto incontri negoziali, condotti dalle Rsu con spirito costruttivo e proposta dopo proposta concreta per gestire gli effetti dell’innovazione sull’occupazione del sito. Nessuna proposta è stata accolta”.

Il 29 maggio, durante uno sciopero dei lavoratori di Bcube, Bonfiglioli ha formato e inserito propri dipendenti nelle attività dell’appalto, tentando di aggirare lo sciopero. “Quando i delegati Rsu hanno fischiato l’astensione dal lavoro anche tra i dipendenti diretti – si legge nella nota –, la presidente Sonia Bonfiglioli – accompagnata da figure dirigenziali – ha affrontato alcuni componenti della Rsu nei reparti, sottraendo il fischietto a un delegato e affermando che i lavoratori dell’appalto non sarebbero mai entrati in Bonfiglioli. Nei giorni successivi, nonostante la situazione di grandissima incertezza, i lavoratori dell’appalto e i dipendenti Bonfiglioli hanno scioperato uniti ai cancelli dello stabilimento, dando una prova straordinaria di solidarietà e determinazione. Oggi, la risposta dell’azienda: la chiusura immediata del contratto e 52 persone a casa. Molte delle quali lavorano in quello stabilimento da oltre vent’anni, alcune da oltre trenta”.

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La condanna unanime dell’Assemblea generale della Fiom Cgil di Bologna

Di fronte a questa escalation senza precedenti, l’Assemblea generale della Fiom Cgil di Bologna – riunita con la partecipazione di tutti i delegati e di tutte le delegate del territorio – ha accolto le lavoratrici e i lavoratori di Bcube (che hanno partecipato ai lavori dell’Assemblea) ed ha approvato un ordine del giorno di condanna unanime.

“La sequenza di scelte compiute in questi mesi dall’azienda guidata dalla Presidente di Confindustria Area Emilia Centro non riguarda solo Bonfiglioli: mette in discussione le relazioni sindacali sull’intero territorio e rischia di compromettere la fiducia nella capacità del sistema delle imprese di affrontare, attraverso la contrattazione, le grandi sfide del nostro tempo”, si legge nel documento approvato dall’Assemblea.

“Abitiamo un territorio in cui innovazione e investimenti produttivi sono sempre stati accompagnati da accordi sindacali coraggiosi e all’avanguardia, capaci di garantire occupazione, crescita della qualità del lavoro e valorizzazione delle professionalità. Questo patrimonio è oggi attaccato – e lo è da chi si è assunto la responsabilità pubblica di rappresentare il mondo delle imprese”. L’Assemblea generale ha dato mandato alla segreteria, a partire dal confronto con Fim e Uilm, di mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere il ruolo della contrattazione e le libertà sindacali, compreso, se necessario, lo sciopero generale di categoria.

Selmi, Fiom Bologna: “Bonfiglioli ha compiuto un atto grave contro le libertà sindacali”

“Quanto sta accadendo in Bonfiglioli è un atto grave contro le libertà sindacali e contro le lavoratrici e i lavoratori. Affrontare delegati di fabbrica mentre fischiano lo sciopero, sostituire i lavoratori in sciopero e ora chiudere con effetto immediato i contratti di appalto come risposta alla mobilitazione: questi non sono i comportamenti di una moderna azienda industriale. Sonia Bonfiglioli è la presidente di Confindustria Area Emilia Centro, che rappresenta gli imprenditori di quattro territori in Emilia Romagna. Va capito se l’imprenditoria bolognese, che vanta ovunque un sistema di relazioni sindacali avanzato, si senta davvero rappresentata da chi agisce in questo modo”, dichiara Simone Selmi, segretario generale della Fiom Cgil Bologna.

“L’attacco alle lavoratrici e ai lavoratori del sito di Bonfiglioli è un attacco a tutte e tutti noi. I tentativi di comprimere le libertà sindacali e di mettere in discussione il ruolo del conflitto democratico in azienda sono un attacco diretto alla contrattazione e all’attività di ogni delegata e delegato di questo territorio”, aggiunge Pasquale Di Domenico, segretario organizzativo della Fiom Cgil Bologna. La mobilitazione non si ferma. Domani si svolgeranno le assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori Bonfiglioli in cui verranno decise ulteriori mobilitazioni che si articoleranno nei prossimi giorni.