Tornano le brigate del lavoro, il sindacato di strada della Flai Cgil, nelle campagne a intercettare lavoratori, parlare con loro, spiegare diritti, risolvere, sostenere, organizzare. L’edizione 2026 è stata presentata negli spazi di Spin Time, l’edificio occupato e centro socio-culturale a Roma, esperimento di rigenerazione urbana e welfare comunitario.
“La scelta del luogo, Spin Time, non è casuale, è una scelta politica – spiega Giovanni Mininni, segretario generale Flai -. Perché chiederemo alle nostre associazioni di riferimento, che hanno lavorato con noi nell’agricoltura per varie questioni, un intervento strutturale, insieme sui territori. La nuova edizione delle brigate del lavoro fa infatti un ulteriore passo avanti, perché stiamo registrando, dagli ultimi fatti di Amendolara, (l’uccisione di quattro braccianti, bruciati vivi nel minivan che li stava riportando a casa, ndr) che nonostante denunciamo da molti anni ciò che accade nelle campagne, il caporalato e lo sfruttamento diventano sempre più estesi e pervasivi”.
Quindi un sindacato di strada fatto dalla Cgil, ma anche da reti, servizi, associazioni. Nel 2025 le attività delle brigate del lavoro hanno toccato sette regioni, 143 i partecipanti coinvolti che si sono mossi in 19 appuntamenti, più di 4.700 i lavoratori contattati. Ne sono scaturiti un aumento delle iscrizioni al sindacato e un incremento delle pratiche di disoccupazione agricola e di presa in carico di quanti si sono rivolti alla Flai per risolvere qualche problema.
“Vogliamo rendere le brigate un metodo sindacale – spiega Matteo Bellegoni, capo dipartimento politiche migratorie e legalità Flai -. Per farlo costituiremo anche un osservatorio permanente nazionale che ci aiuterà a mettere a sistema tutte le pratiche. L’obiettivo? Cambiare questo modello capitalista che si è imposto anche nella produzione agricola. Per farlo dobbiamo partire dal basso, intercettare e organizzare i lavoratori”.






















