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La visita

L'ambasciatrice della Palestina incontra Landini in Cgil

Sergio Bassoli
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Solidarietà per l'assalto fascista e impegno comune per il riconoscimento dello Stato palestinese

Oggi, 22 ottobre, Abeer Odeh, ambasciatrice di Palestina in Italia ha incontrato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, nella sede di corso d’Italia, per esprimere la propria vicinanza e solidarietà per quanto accaduto il sabato 9 ottobre scorso. L’ambasciatrice, ricordando quanto sia profondo il legame tra la Cgil e il popolo palestinese, ha condannato il vile attacco fascista alla  sede della sindacato, uno dei principali presidi di democrazia e di rappresentanza sociale della repubblica italiana.

Nel corso dell’incontro, l’ambasciatrice ha ricordato come sia fondamentale l’impegno del sindacato e della società civile italiana per il riconoscimento dello stato di Palestina, in particolare in un momento storico dove il governo israeliano si rifiuta di riaprire il processo di pace e prosegue nella sua politica di annessione dei territori palestinesi, di espulsione da Gerusalemme di famiglie palestinesi, di isolamento della Striscia di Gaza rendendo così  impossibile la vita, gli spostamenti e il lavoro alla popolazione palestinese. 

Un impegno che Landini ha prontamente confermato, segnalando l'iniziativa in corso in ambito nazionale, che ha come obiettivo il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dello Stato Italiano. Una iniziativa promossa e sostenuta da una coalizione che, a partire da Cgil, Cisl e Uil, comprende un ampio arco di associazioni nazionali laiche e cattoliche. Come pure la campagna europea e internazionale per il riconoscimento dello Stato di Palestina, che avrà il prossimo 29 novembre un momento pubblico presso il Parlamento Europeo e che ha nel movimento sindacale europeo e internazionale uno dei principali protagonisti.

Al fianco di questo impegno politico, l’ambasciatrice ha sollevato il progressivo peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro a cui la popolazione palestinese è succube, non avendo possibilità di un proprio autonomo sviluppo economico, in quanto sotto occupazione israeliana.  Una situazione che richiede investimenti produttivi, qualificazione professionale, creazione di nuovi posti di lavoro. Condizioni indispensabili per la costruzione del percorso di pace giusta e di futura convivenza tra le due comunità, in condizioni di pari dignità e di reciproco riconoscimento. 

Un richiamo diretto alle responsabilità della comunità internazionale che oltre a richiedere e garantire il rispetto del diritto internazionale e applicare la soluzione dei “due Stati per due popoli”, deve rilanciare il proprio impegno concreto finanziando un Fondo di investimento per l’economia e il lavoro a favore della popolazione palestinese.  Una iniziativa su cui il sindacato sia in Italia che a livello europeo e internazionale si impegna a sostenere affinché la comunità internazionale la assuma concretamente.