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Altro che butterfly effect. La chiusura dello Stretto di Hormuz e l’eco sempre più forte della guerra sta sconvolgendo la vita dei cittadini, anche in Italia. E dopo una notte come quella trascorsa dove sembravamo vicini come non mai a un’apocalisse, stando alle minacce di Trump mosse nei confronti dell’Iran, la tregua annunciata per ora ha solo rimandato di un paio di settimane possibili scenari catastrofici.
Così, conti alla mano, basati sull’impennata del petrolio iniziata lo scorso 28 febbraio, quando Usa e Israele hanno attaccato Teheran, la Cgil di Roma e del Lazio ha chiesto un incontro urgente alla Regione e a Roma Capitale “per affrontare le conseguenze sociali ed economiche dell’aumento dei prezzi, a partire dal forte rialzo del costo dei carburanti e dei beni energetici. Una situazione – ha spiegato alla vigilia del weekend di Pasqua il segretario generale della Cgil Capitolina, natale Di Cola – che rischia di colpire ancora una volta lavoratrici, lavoratori, pensionate, pensionati e le fasce più fragili della società, aggravando una condizione già segnata dalla perdita di potere d’acquisto e dalla compressione dei redditi”.
L’allarme di Federconsumatori: “In arrivo una batosta da 1500 euro per le famiglie”
Il rincaro dei carburanti, lancia l’allarme il sindacato – e non solo –, rischia di innescare una nuova spirale inflazionistica, con effetti diretti sul costo dei beni alimentari e di prima necessità, mentre una quota sempre più ampia dei redditi viene già assorbita da spese fisse difficilmente comprimibili, come mutui, affitti, bollette, spese sanitarie, scolastiche e costi della mobilità. “Una batosta – sottolinea Di Cola – che, in assenza di soluzioni, può raggiungere i 1.500 euro di maggiori spese nel 2026 per le famiglie, secondo la nostra Federconsumatori. Per questo riteniamo necessario che Regione e Comune mettano in campo misure concrete di sostegno ai redditi da lavoro e da pensione, con particolare attenzione alle persone più fragili, al sostegno all’affitto e al contrasto al caro vita”.
Rispetto allo scenario la Cgil Roma Lazio ritiene significativo il rafforzamento del ricorso allo smart working e al lavoro da remoto. “Su questo terreno – continua Di Cola – Roma Capitale ha già mostrato attenzione nel corso dell’Anno giubilare, adottando un modello organizzativo che ha contribuito al funzionamento della città, alla continuità delle attività e al miglioramento delle condizioni di lavoro. In una fase di grave incertezza, ci aspettiamo ora un segnale concreto da parte delle istituzioni del territorio, attraverso risposte tempestive ed efficaci a tutela di chi lavora e di chi vive condizioni di maggiore difficoltà”.
























