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Legge di Bilancio

La corsa ai ripari

Traghetto per la Sicilia © Marco Merlini Reggio Calabria, 25 luglio 2020 Traghetto per la Sicilia
Foto: Marco Merlini
Simona Ciaramitaro
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La manovra approvata dal Parlamento porta con sé una serie di misure di diversa portata spesso dettate dalla crisi pandemica e ancor di più dall'esplosione di problemi preesistenti l'attuale stato emergenziale. Per la Cgil, a fronte di alcune norme positive, mancano ancora elementi di prospettiva

Quaranta miliardi per una legge di Bilancio emergenziale che, appena in vigore, dovrà però subire una correzione da parte di un decreto che servirà a rimediare a un errore che, se non fosse stato rilevato, avrebbe dimezzato il potere di riduzione del cuneo fiscale della norma contenuta nel testo. 
L’ingente quantità di denaro dovrà sostenere misure di grande portata e altre invece parcellizzate e una tantum, come quelle che prevedono nuovi bonus per aiutare le famiglie a sopravvivere a questa crisi da pandemia.

La vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, conferma il giudizio già espresso unitariamente in una lettera inviata al governo dai sindacati: “Nella legge di Bilancio ci sono sicuramente alcune cose positive, come la proroga del blocco dei licenziamenti, le casse Covid e altri interventi che vanno nella direzione di sostenere la congiuntura e soprattutto tutelare e proteggere il lavoro, ma mancano alcuni elementi di prospettiva che possano consentire al nostro Paese di affrontare con sicurezza e tranquillità un 2021 che si preannuncia molto difficile e complicato per il lavoro. Oltre al fatto che non ci sono state risposte a una serie di richieste fatte da tempo, penso al rinnovo dei contratti pubblici o alla detassazione degli incrementi contrattuali”.  

“Penso che il problema principale – prosegue Fracassi individuando il tema di fondo - sia di nuovo la politica economica, che, da una parte, è per forza molto concentrata sulla risposta all’emergenza, ma continua ad avere un occhio breve sul prossimo futuro. Una criticità che si pone anche rispetto al dibattito di questi giorni sul Recovery fund”.

Circa il problema che si è posto con l’errore contenuto nella manovra sul taglio del cuneo fiscale, la vicesegretaria della Cgil ricorda che il sindacato era intervenuto all’inizio della discussione sulla legge di Bilancio: “Era una fase concitata di presentazione degli emendamenti che ha portato a non effettuare la correzione materiale del testo e quindi alla necessità di un decreto legge che ribadisca e renda effettivo l’accordo dello scorso anno, ma non credo sia questa la cosa più rilevante, quello che invece rimarchiamo è il fatto che comunque sono messe a disposizione risorse molto ridotte per la riforma fiscale. Questo è un altro tema di prospettiva che ci preoccupa”. 

Bene il rafforzamento delle risorse per la sanità, ma per il sindacato la “partita deve essere affrontata in termini sostanziali e con più risorse all’interno del quadro degli investimenti europei”. Quindi Fracassi sintetizza e conclude così: “Molte delle questioni poste unitariamente non hanno trovato risposta, alcuni miglioramenti su alcune partite ci sono, ma sono molto piccole. C’è tutto un tema che va già oltre la legge di Bilancio, perché in realtà il nostro Paese è già proiettato sui prossimi 12 mesi, le scelte che si dovranno fare che non sono solamente quelle della manovra, abbiamo bisogno di interventi forti di sostegno al lavoro e di creazione di lavoro ed è questo il vero tema che poniamo anche nella richiesta di coinvolgimento rispetto alle scelte legate alle risorse che arriveranno da Next generation. Un dibattito, come ricordato dal segretario generale della Cgil, più largo di quello limitato a ministri e partiti di maggioranza, perché siamo di fronte davvero ai 209 miliardi famosi e comunque a scelte di politica che si dovranno mettere in campo determinando il futuro dell’Italia per almeno i prossimi 10 anni”. 

Vediamo allora, con altrettanta sintesi, alcuni dei principali provvedimenti. Con la manovra, come già detto da Fracassi, il governo ha confermato il blocco dei licenziamenti fino a fine marzo e il rinnovo della cassa integrazione Covid per altre 12 settimane.  Azzerati i contributi per i titolari di partita Iva con reddito fino a 50 mila euro e che hanno subito il 33% di perdita del fatturato. In arrivo anche la Iscro, una sorta di cassa integrazione per i lavoratori autonomi e il rifinanziamento del reddito di cittadinanza.

Previsti sgravi contributivi per chi assume giovani sino ai 35 anni e donne, gli esoneri maggiori sono previsti per il Sud. Istituito un fondo di 50 milioni per sostenere le aziende che favoriscono il rientro al lavoro delle neomamme, mentre dal luglio del prossimo anno è previsto l’assegno unico per ogni figlio a carico sino ai 18 anni. Prorogati Ape sociale e Opzione donna.

Sul fronte sanità: disposta l’assunzione di 3 mila medici e 12 mila infermieri per la campagna vaccinale e un fondo di 400 milioni per l’acquisto di vaccini e farmaci anti-Covid; incrementato di un miliardo di euro il Fondo sanitario; finanziamenti per indennità del personale sanitario, tamponi eseguiti da medici e pediatri, mascherine e sanificazione dei centri disabili e Rsa, 5 milioni all’anno per il Fondo Alzheimer e demenze.
Per ridurre il digital divice è previsto il comodato d’uso per un anno di tablet o cellulari, compreso di abbonamento a internet per le famiglie con Isee sotto i 20 mila euro. 

Non mancano le misure per le imprese: nasce il piano "Transizione 4.0" per la digitalizzazione, con sconti fiscali per gli investimenti in beni strumentali nuovi; rifinanziata la Nuova Sabatini e altri 4 miliardi sono stanziati per le attività più duramente colpite dalla pandemia. Fino al 31 marzo, potranno essere attivati contratti a termine anche senza le causali. Sgravi fiscali sono previsti anche per gli imprenditori agricoli, mentre è stabilita l’esenzione della prima rata Imu per le attività turistiche. Scivolo pensionistico con l’anticipazione di 5 anni per le aziende con oltre 250 dipendenti.