Form@3 è un’iniziativa finanziata all’interno del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione, il Fami 2021-2027. È quindi un progetto inserito in una cornice istituzionale precisa, quella dei fondi europei dedicati a questi temi. La specificità di questo progetto è di cominciare il percorso di integrazione dei lavoratori migranti prima che partano, quando ancora si trovano nel Paese di origine.

In concreto parliamo di almeno dieci ore di orientamento, dieci ore di educazione civica e 40 ore di formazione linguistica. Ad essere nel progetto sono nove Paesi chiave per i flussi verso l’Italia: Marocco, Tunisia, Senegal, Albania, Bangladesh, Sri Lanka, Filippine, Perù ed Ecuador. L’obiettivo è rafforzare le competenze civico-linguistiche per facilitare l’integrazione e ridurre i rischi di marginalizzazione. La persona arriva quindi avendo già iniziato a conoscere la lingua e il funzionamento dei servizi, i diritti e i doveri.

Lavoriamo soprattutto sui ricongiungimenti familiari, che oggi sono la principale ragione di ingresso in Italia, circa il 40% dei casi – ha detto ai microfoni di Collettiva Giuseppe Peri dell’Inca nazionale, il patronato della Cgil ente capofila dell’iniziativa –. Tra gli ingressi per motivi familiari, il 56% riguarda donne, e circa la metà coinvolge minori”.

Il progetto, che ha vinto un bando ministeriale, è frutto di un lavoro di squadra, è alla terza edizione e affonda le sue radici nel 2017. Ottimi i risultati ottenuti nella prima edizione, quando ben oltre 3 mila stranieri, provenienti da undici paesi, scelti sulla base di un’analisi dei flussi immigratori, hanno seguito corsi di formazione pre-partenza. Confermati poi nella seconda edizione da dati più o meno analoghi, pur scontando le restrizioni alla mobilità a causa della pandemia, che hanno indotto a ridurre il numero dei Paesi a cinque: Albania, Senegal, Tunisia, Marocco ed Egitto.

L’Inca Cgil – spiega Peri – è l’ente capofila: si occupa del coordinamento generale, della gestione amministrativa e della rendicontazione per i 36 mesi di durata del progetto. Ma Form@3 esiste grazie a un partenariato che mette insieme i patronati Ital Uil, Inas Cisl e Acli. Ognuno ha un ruolo concreto. Ital Uil segue l’assistenza ai richiedenti qui in Italia, Inas Cisl cura la rete con le associazioni dei migranti sul territorio e le Acli gestiscono i Welcome Point e la collaborazione con gli enti locali. È un lavoro di squadra”.

(Montaggio video di Daniele Diez)