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“Rafforzare il sistema sanitario nazionale, rendere effettivo il diritto alla salute”. Questo sarà lo scopo di una proposta di legge di iniziativa popolare che a breve sarà lanciata dalla Cgil in tutto il Paese, assieme a una vasta rete di 130 associazioni
A presentare l’iniziativa, questa mattina a Bari presso la sede regionale del sindacato, la segretaria nazionale Daniela Barbaresi. “Il servizio sanitario nazionale pubblico e universale è stata una grande conquista anche del mondo del lavoro – ha dichiarato –. Oggi vive una condizione di grande sofferenza, ma noi su questo non ci vogliamo rassegnare.
Il senso della proposta di legge di iniziativa popolare è rilanciare il servizio sanitario nazionale, metterlo nelle condizioni di essere davvero quella grande infrastruttura sociale che è a tutela del diritto alla salute delle persone e delle comunità”.
Lo dice la Costituzione
“Siamo reduci da una grande vittoria sul referendum giustizia che ci ha visto protagonisti di un percorso di mobilitazione a difesa e per l’applicazione della Costituzione – ha affermato a sua volta la segretaria generale della Cgil pugliese, Gigia Bucci -. E nella nostra Carta c’è l’articolo 32 che definisce la tutela della salute da parte della Repubblica come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, garantendo cure gratuite agli indigenti”.
Oggi che c’è un tema che riguarda proprio le disuguaglianze tra territori e persone nell’accesso alle cure, “abbiamo bisogno di difendere il sistema sanitario nazionale e rendere effettivamente universale quel diritto, rivendicando maggiori risorse. Una battaglia che interessa tutti, soprattutto al Sud dove sempre più persone rinunciano a fare prevenzione, visite, a causa delle liste d’attesa o perché non hanno risorse per accedere al sistema privato”.
Servono risorse
A fronte di una crisi di sistema e sostenibilità del sistema sanitario che riguarda tante regioni del Paese, con il personale che scappa dal pubblico per i carichi di lavoro e perché professionalmente ed economicamente non valorizzato, il primo tema della legge per la quale saranno raccolte le firme è quello delle risorse.
“La nostra proposta – spiega Barbaresi – punta a creare le condizioni finanziarie, economiche e strumentali per adeguare l’offerta della sanità pubblica a quelli che sono i bisogni di salute delle persone. Oggi si adegua l’offerta alle disponibilità economiche. Il messaggio è semplice: devono essere garantite risorse per il sistema sanitario nazionale pari al 7,5% del Pil, a regime entro il 2030.
Oggi c’è un governo che vanta di aver stanziato più risorse per la sanità, la verità è che in rapporto al Pil nel prossimo triennio scenderemo sotto il 6%, c’è un evidente definanziamento. Inoltre chiediamo che non siano superati i livelli di spesa del 2024 per le prestazioni dei soggetti privati accreditati. Vogliamo un governo pubblico della sanità aderente al dettato costituzionale, in cui quello alla salute è definito un diritto fondamentale”.
Un piano straordinario
Per la Cgil è necessario “investire sulla partecipazione dal basso, coinvolgere enti, parti sociali, cittadini, integrando sanità e sociale. Ma per far funzionare ospedali e case di comunità che saranno la spina dorsale della sanità territoriale, serviranno 36mila unità di personale tra infermieri, operatori socio sanitari, psicologi, assistenti sociali, e non c'è traccia negli atti del governo.
Serve un piano straordinario di assunzioni atteso che già oggi gli organici sono in sofferenza. Vogliamo costruire un grande movimento di popolo a difesa e per il rilancio della sanità pubblica a tutela del diritto alla salute di tutti”, ha concluso Barbaresi.























