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La battaglia

Precari sanità, in Emilia la Fp Cgil chiede la stabilizzazione

Giorgio Sbordoni
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Rischiereste la vita per un contratto a termine? Gli operatori assunti durante l'emergenza covid lo hanno fatto. Adesso il sindacato chiede il tempo indeterminato. Una garanzia per tutti, soprattutto per i più deboli. La testimonianza video di uno di loro, Fabio, infermiere all'ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna

Ci risiamo. In Emilia-Romagna la Cgil è al fianco dei lavoratori più deboli e tenta, faticosamente, di garantire loro le tutele che meritano. Lo ha fatto poche settimane fa a Bologna con i dipendenti degli appalti della sanità per i quali ha strappato un accordo che dà loro priorità nella somministrazione dei vaccini, lo sta facendo adesso nella battaglia per la stabilizzazione di tutti quei precari assunti in sanità per combattere la pandemia.

Sono gli eroi di ieri, apprezzati per l’impegno quando i media concentravano le cronache sulla prima linea del contrasto al virus, quesgli stessi che chiedono di essere stabilizzati. A sostenerlo, anche con una raccolta firme che conta già migliaia di sottoscrizioni, la Funzione pubblica regionale e di Bologna, che hanno incontrato, la scorsa settimana, l’assessore alla Sanità, Raffaele Donini.

Rischiereste la vita per un contratto precario? Loro lo hanno fatto, con l’orgoglio di mettere le loro competenze professionali a disposizione di tutti, senza alcuna garanzia sul proprio futuro. Ce lo spiega bene questa testimonianza video di Fabio, un infermiere precario all’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna, assunto proprio per l’emergenza Covid 19. “Sono uno dei tanti che ha accettato di lavorare nel sistema sanitario nazionale in questo periodo difficilissimo. L’unica certezza che mi hanno dato è quella di avere un contratto a tempo determinato per tre anni. Sono felice di aver garantito, insieme ai miei colleghi, che il sistema pubblico fornisse risposte adeguate all’emergenza angosciante che stiamo vivendo. Perché non stabilizzarci?”.  

A ribadire il concetto, le dichiarazioni della Funzione pubblica regionale e bolognese: “riteniamo necessario che tutti i professionisti, di tutte le professioni, che hanno risposto alla chiamata di aiuto del servizio sanitario regionale, in un momento di grande necessità, vedano trasformarsi in un orizzonte non determinato la loro esperienza dentro le strutture sanitarie della regione – le parole del responsabile della Sanità della Fp regionale Marco Blanzieri, e del suo omologo per l'area metropolitana di Bologna, Gaetano Alessi –. Così come riteniamo necessario che le graduatorie attualmente in essere vadano esaurite e che una nuova stagione di concorsi veda la luce nel 2021. Già molte sono state le stabilizzazioni e altre ne verranno fatte in relazione alla proroga della maturazione dei requisiti al 31 dicembre 2021. Come Fp Cgil siamo al fianco di tutti gli operatori perché una sanità pubblica più forte è una garanzia per tutti, specialmente per i più deboli. Chiediamo un impegno all’assessore regionale affinché si faccia portavoce, in conferenza Stato regioni, dell'esigenza di raggiungere questo obiettivo al più presto. E attendiamo l'apertura prevista di un tavolo, anche in relazione a quanto deciso in Legge di Bilancio".