“Trame” è da sempre molto più che un festival di libri sulle mafie, perché i libri ci sono certamente nel programma. Ma ci sono anche spettacoli teatrali, proiezioni, mostre e incontri che animano la città di Lamezia Terme per una settimana, dal 16 al 21 giugno, offrendo ogni giorno spunti e occasioni di confronto e di condivisione. 

Il programma verrà presentato il 5 giugno presso la sede della Federazione nazionale della Stampa a Roma alle 10.30. Al centro il rapporto tra mafie, territori e libertà, con focus su economia, conflitti, diritti e informazione. Un calendario diffuso tra centro città e luoghi simbolici, con appuntamenti culturali dalla mattina fino al calar del sole. Un tema che prende in prestito il titolo del film di Ken Loach del ‘95, per racchiudere “il senso profondo del festival e che invita a riflettere sulla terra come uno spazio di appartenenza e diritti – scrivono gli organizzatori –  ma anche di conflitto, sopraffazione e resistenza, oggi segnato dal riemergere di fenomeni criminali che mettono in discussione libertà, autodeterminazione e futuro”. 

Nel corso della sei giorni, il festival proporrà un ricco calendario di incontri e panel dedicati alle nuove forme di controllo mafioso dell’economia e del lavoro, alla difesa dell’impresa libera, al rapporto tra criminalità organizzata e territori, ai conflitti armati e alle loro conseguenze sui diritti umani. Ampio spazio sarà dedicato anche al ruolo dell’informazione e del giornalismo nel contrasto ai sistemi di oppressione, alla tutela della libertà di stampa e alle trasformazioni del racconto civile contemporaneo.

Non c’è legalità senza lavoro dignitoso e sicuro, ed è per questo che il festival ospiterà la Cgil. Nello specifico, un approfondimento su “Turismo e capitale”, con la partecipazione della Filcams, che presenterà anche la campagna nazionale “Non c’è turismo senza di noi”. E poi lo Spi Cgil, che interverrà per presentare la ricerca “Sindacato, eversione neofascista, relazioni criminali e terrore globale”, all’interno del panel omonimo. 

“In questi quindici anni il festival si è affermato e cresciuto non solo a Lamezia e in Calabria, ma come punto di riferimento per l’antimafia nel nostro Paese. – afferma Nuccio Iovene, presidente della Fondazione Trame Ets – Si sono moltiplicati i luoghi del festival, diffusi nella città, e le attività della Fondazione lungo tutto l’anno, ed è cresciuta la rete di esperienze, associazioni e amici di Trame che collaborano e partecipano al festival, percorrendo lo stesso cammino. Un’occasione dunque per un bilancio e il rilancio della nostra esperienza, e per chiamare a raccolta tutti i protagonisti di questi quindici anni”.

“Molti libri, dunque, podcast, documentari, film, spettacoli, proiezioni, musica. Attraverso una moltitudine dei linguaggi proveremo a descrivere la realtà in cui viviamo. – dice Giovanni Tizian, direttore artistico del festival –  A denunciare ancora una volta le mafie e i loro complici, a sostenere, come sempre, le famiglie che hanno visto un loro caro morire per mano dei clan. Perché “Trame” è ancora qui, da 15 anni: sempre dalla stessa parte”.

Il programma si arricchisce di spettacoli teatrali e performance che raccontano il rapporto tra mafie, società e coscienza civile, proiezioni di documentari e inchieste giornalistiche, oltre a una proposta musicale che coinvolgerà il pubblico con eventi dedicati alla creatività e all’impegno sociale. Ampio spazio sarà dedicato anche alle arti visive, con mostre fotografiche, in un percorso culturale che intreccia memoria, informazione e linguaggi contemporanei.

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