"Inaccettabili le parole di Francesco Siciliano, presidente della Fondazione del Teatro di Roma. Se ci avesse convocato e ascoltato, anziché far saltare l’incontro, gli avremmo spiegato il clima nella Fondazione e i problemi denunciati dalle lavoratrici e dai lavoratori". Così, in una nota, la Cgil e la Slc di Roma e del Lazio commentano le gravi affermazione dei vertici, che in un comunicato hanno smentito il clima di terrore che si respira dentro al teatro, così come emerso dai racconti di lavoratrici e lavoratori. Presidente e direttore hanno ribadito l’esistenza di un codice etico interno e di un Organismo di Vigilanza, che non avrebbe mai ricevuto denunce formali. Lo stesso codice etico al cui rispetto il sindacato della Slc Cgil aveva più volte richiamato, proprio per le segnalazioni ricevute da parte di lavoratrici e lavoratori. 


"La questione non è meramente individuale ma collettiva - spiegano le organizzazioni sindacali. Denunciare un comportamento scorretto di una persona con si cui lavora a stretto contatto, soprattutto se è anche in una posizione di potere, è possibile solo in presenza di azioni sostanziali di tutela e sostegno. Condizioni che evidentemente le lavoratrici e i lavoratori non percepiscono come garantite nella Fondazione". Non basta, infatti, come sottolineato nella nota, richiamare l’esistenza degli organismi interni. Tant’è che i lavoratori si sono rivolti alle organizzazioni sindacali per denunciare i problemi. Proprio per questo motivo a tutela delle  persone coinvolte, e spesso in posizione di vulnerabilità, Slc e Cgil da tempo sollecitano gli organismi politici ed amministrativi ad intervenire.


"Siciliano si confronti con le organizzazioni sindacali sul buon funzionamento del Teatro di Roma, metta in campo azioni concrete per il rilancio della Fondazione superando la precarietà e metta fine a un comportamento che ha il retrogusto della condotta antisindacale. – conclude la nota – In assenza di un repentino cambio di passo, chiederemo al Comune di Roma di agire con forza per ricondurre a una situazione di normalità la Fondazione perché al momento non sembra essere tra gli obiettivi né del presidente né del direttore".