Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro di ieri, 12 ottobre, tra sindacati e Federvivo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Teatri e Scritturati. Il confronto è ripreso sui temi economici, rispetto ai quali i sindacati hanno ribadito con fermezza l’assoluta insufficienza della proposta economica datoriale, che non consente neanche di recuperare l’inflazione pregressa.

Quasi nove anni senza un rinnovo adeguato

La distanza tra la scadenza del contratto, nell'aprile 2021, e l'eventuale decorrenza del triennio 2027-2029 proposto dalla controparte rappresenta uno degli aspetti più critici della vertenza. In un periodo segnato dall'aumento del costo della vita, il mancato adeguamento delle retribuzioni rischia di consolidare una perdita di potere d'acquisto difficile da recuperare. Per gli scritturati, la questione è particolarmente delicata perché il compenso giornaliero si inserisce spesso in percorsi lavorativi caratterizzati da ingaggi temporanei, periodi di inattività e necessità di spostarsi tra produzioni e territori diversi. 

Lo sciopero per il contratto

Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc-Uil hanno dunque proclamato lo sciopero del settore, definendo irricevibile la proposta delle imprese. Federvivo ha proposto un aumento del 20% dei minimi tabellari in tre annualità per gli scritturati e del 18% per il personale dipendente. Ma questa proposta, vista la lunga vacanza contrattuale, è stata giudicata insufficiente dalle organizzazioni sindacali.

Il problema del salario

Si considera che oggi la paga minima giornaliera degli scritturati, prendendo a riferimento un livello medio, supera di poco i 71 euro lordi, comprensivi del salario accessorio. La vertenza si inserisce, inoltre, in un contesto caratterizzato da una forte discontinuità occupazionale, nella quale il mancato rinnovo contrattuale rischia di aggravare le difficoltà economiche di chi lavora nel settore.

La fragilità occupazionale

A fotografare questa fragilità contribuiscono i dati dell’Osservatorio Inps sui lavoratori dello spettacolo. Nel 2024, quelli con almeno una giornata retribuita nell’anno sono stati 342.212, con una retribuzione media annua di 11.577 euro e una media di appena 96 giornate retribuite. I dati si riferiscono all’intero perimetro dei lavoratori iscritti al Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo, non esclusivamente agli scritturati teatrali, tuttavia rappresentano  un indicatore significativo della frammentarietà del lavoro nel comparto. In questo scenario, il livello delle retribuzioni contrattuali assume un’importanza ancora maggiore. Per chi lavora a giornata e alterna periodi di occupazione a intervalli senza ingaggi, il mancato recupero dell’inflazione non determina soltanto una riduzione del potere d’acquisto, ma incide sulla possibilità concreta di sostenere le spese quotidiane nei periodi di inattività.

La situazione dei teatri

Il rinnovo del contratto diventa quindi un passaggio essenziale per affrontare non soltanto la questione salariale, ma anche quella della dignità professionale e della sostenibilità economica del lavoro artistico. Accanto alle condizioni dei lavoratori, c’è poi quella dei teatri, che non è uniforme. Accanto alle istituzioni più strutturate convivono spazi di dimensioni ridotte, compagnie indipendenti e realtà che operano con risorse limitate e programmazioni discontinue. Per queste strutture, l'equilibrio tra costi di produzione, ricavi da biglietteria e contributi pubblici può risultare particolarmente delicato. L'aumento dei costi di gestione e produzione, insieme alla necessità di garantire un'offerta culturale accessibile, rende centrale il tema dell'adeguatezza e della continuità delle risorse destinate allo spettacolo dal vivo. Il tema dei finanziamenti pubblici si intreccia quindi con quello del rinnovo contrattuale. 

La replica di Federvivo

Dopo la proclamazione dello sciopero, Federvivo ha diffuso una nota in cui si dice "consapevole della difficile fase economica che stanno attraversando i lavoratori e le lavoratrici segnata dalla perdita del potere d'acquisto" ma anche" al tempo stesso dell'esigenza di garantire la sostenibilità e la sopravvivenza delle imprese del settore".

Le modalità della protesta 

Lo sciopero proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc-Uil punta a riportare al centro del confronto la necessità di risposte concrete sul piano economico e contrattuale. La mobilitazione si inserisce in una questione più ampia che riguarda il futuro dello spettacolo dal vivo in Italia: la possibilità di mantenere un sistema teatrale vitale, capace di raggiungere il pubblico e di produrre cultura, senza scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori il costo della precarietà e dell'insufficiente riconoscimento economico. Il coordinamento unitario del 14 ottobre definirà le modalità della protesta.