Gli studenti e le studentesse tornano nelle tende. La protesta è a piazza Montecitorio e nei principali atenei del Paese. Lo slogan scelto per la mobilitazione nazionale è: “Cara Italia, quanto ci costi?”, una protesta diffusa per denunciare il carovita universitario, il fallimento delle politiche abitative e la trasformazione del diritto allo studio in un affare per i privati.
Gli studenti denunciano “la propaganda e l’indifferenza del governo Meloni”. "Il Pnrr è stato regalato ai privati, l'università è al collasso. Chiediamo almeno 7 miliardi per l’università pubblica e il diritto allo Studio", si legge in una nota dell’Udu.
“Siamo tornati in tenda perché dopo aver piantato tre anni fa le tende in tutta Italia, sulla casa abbiamo visto solo peggioramenti. La ministra Bernini è fuori dal mondo, crede di aver risolto l’emergenza abitativa quando invece ha sprecato 1,2 miliardi del Pnrr per camere private che possono costare 1000 euro al mese”, dichiara Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli universitari.

“La ministra – aggiunge – vanta 60 mila posti letto, ma ad oggi sono stati realizzati appena 33 mila posti, mancando l’obiettivo del Pnrr. Solo il 3,8% sono pubblici. Non è edilizia universitaria: è speculazione sulle spalle degli studenti più deboli”.
Per la coordinatrice “questo Paese, in cui abbiamo scelto di rimanere, ci costa troppo. La casa è diritto allo studio. Lottiamo per scegliere chi essere e in quale società vivere. Guardiamo alle esperienze di Francia e Spagna per dire che un altro modello di società e di università è possibile”.

Sono quattro le necessità, secondo l’Udu, da soddisfare nella prossima legge di bilancio. Innanzitutto 1,7 miliardi per le borse di studio, così da raggiungere la copertura totale del fabbisogno per i 330 mila studenti idonei e azzerare per sempre la figura dell'”idoneo non beneficiario”. Poi un piano triennale da 4 miliardi per alloggi interamente pubblici: stop ai finanziamenti Pnrr ai fondi speculativi privati e garanzia del diritto all'alloggio per quasi un milione di studenti fuorisede italiani.
Servono poi 2 miliardi per un’università gratuita, con la progressiva abolizione delle tasse universitarie per garantire l'accesso universale agli studi e fermare l'emigrazione giovanile. Infine, un welfare studentesco reale: 1,5 miliardi complessivi su trasporti pubblici gratuiti, calmieramento delle mense e servizio pubblico di supporto psicologico in tutti gli atenei.

Pieno appoggio alla mobilitazione dalla Rete degli studenti medi del Lazio. “Dalle scuole alle università, le politiche di questo governo continuano a colpire chi studia, rendendo l'istruzione un privilegio per pochi”, dichiara Simone Montori, coordinatore regionale”.

“I costi della vita, dei libri di testo e dei trasporti stanno soffocando le famiglie ed escludono le persone dai percorsi formativi", aggiunge.