La lotta dei lavoratori della ex Gkn di Campi Bisenzio è divenuta, in questi ultimi anni, la rappresentazione di una forma di resistenza da secolo ventunesimo nel mondo della fabbrica, a cui è stata accostata anche una riflessione tra le più importanti in quello della letteratura e dell’editoria italiane.

Dopo le prime tre edizioni dedicate al passato (“Genealogie”), al presente (“Geografie”) e al futuro (“Prospettive”) della letteratura working class, ora si entra in quella che gli stessi organizzatori definiscono “la fase più complicata, per la mobilitazione della ex Gkn e per il Festival che ne è strumento di lotta: il vecchio mondo sta morendo e quello nuovo tarda a comparire”. Organizzatori che ancora una volta diventano una sola anima e un unico corpo, composto dalle realtà del Collettivo di Fabbrica Gkn Firenze, la SOMS “Insorgiamo”, le Edizioni Alegre e Arci Firenze.

E per declinare nella maniera migliore questa fase complicata si è scelta la parola “transizione”, nella sua accezione più negativa in termini di conflitto, ma anche quale potenzialità da sfruttare per far emergere, e trasformare, nuove energie. Una transizione che nelle intenzioni di reindustrializzazione dei suoi lavoratori dovrebbe riguardare anche la riconversione ecologica dell’impianto ex Gkn, dato che il Consorzio regionale, impegnatosi nella dichiarazione di pubblica utilità dell’area industriale,ancora non ha deliberato nulla.

Un’edizione che avrà per titolo Senza chiedere permesso, traendo ispirazione dal documentario dedicato all’operaio Pietro Perotti, e che anche quest’anno offre un programma di assoluto rilievo, a partire dalla giornata di venerdì 10 aprile, quando dopo l’inaugurazione del Festival con il direttore Alberto Prunetti, prevista alle 17.30, seguirà l’incontro di apertura dal titolo “La transizione della working class nella forma romanzo”, al quale interverranno Wu Ming 2 con la scrittrice Nadia Terranova, coordinati da Angelo Ferracuti (h.18.30).

Tra le specificità di quest’anno le incursioni dell’“elefante nella stanza”, ospiti che in ogni incontro testimonieranno storie di lotte sociali in corso, nel primo caso rappresentato dalla presenza del movimento No tav, mentre per gli appuntamenti serali saranno le lavoratrici dei musei fiorentini in mobilitazione e del Rsu della Regione Toscana (“L’arte proletaria di Francesco Del Casino”, ore 21) e Antonella Bundu, nel corso dello spettacolo teatrale “La zona blu. Una lettura di appunti dai confini dell’Europa (ore 22).

Sabato 11 aprile verranno ospitati due panel mattutini (“La transizione dalla working alla caring class nel racconto italiano” e “La poesia pakistana attraverso le lotte sociali”), mentre nel pomeriggio saranno protagoniste le donne per “Le autobiografie delle transfughe di classe femministe (h.15, con le scrittrici Rose Marie Lagrave e Simona Baldanzi, la traduttrice Annalisa Romani, coordinate dalla professoressa OrnellaTajani), e il “Viaggio nel tempo della working class sudamericana”, ospite d’onore Paco Ignaizo Taibo II, insieme a Kike Ferrari e Paloma Saiz, coordinati dalla giornalista Maria Teresa Carbone. Una giornata che si concluderà con il concerto del Muro del Canto (h.22), dopo il corteo per la reindustrializzazione ecologica dell’ex Gkn (h.18). Tra gli elefanti nella stanza, il Comitato Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto.

La chiusura di domenica 12 aprile prevede “Scrivere in transito tra le generazioni” (h.10), con la partecipazione di esperienze di Sport popolare; “Dalla fabbrica alla ristorazione, itinerari del racconto nella working class nel nord Europa” (h.12), presente anche il Quarticciolo ribelle di Roma, mentre nel pomeriggio “La transizione della working class nella forma graphic novel” (h.15) e le “Transizioni contro il riarmo. In mare come in terra” (h.17) intersecano l’incontro dedicato alla “Letteratura palestinese. Dal fiume fino al mare” (h.15,30).

Da ricordare in ultimo la novità rappresentata da “Psichel Rebel”, uno spazio dedicato ai minori, “per includere tutte le età nel percorso di crescita collettivo, culturale e sociale dell’evento”. Ancora una volta, il Festival di letteratura Working class non lascerà indietro nessuno.