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Estratti

Quando la fabbrica è un muro

nuovo evento caricato da  il 09-08-2013 1186 Acciaieria Metalcam nella foto uscita acciaio dal forno industria Breno 14/12/2011 foto Matteo Biatta
Foto: Matteo Biatta
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Una selezione dai testi di Nella Nobili, Ferruccio Brugnaro e Nadia Agustoni

 

NELLA NOBILI

La fabbrica è un muro
È una prigione la fabbrica
È un inferno la fabbrica
Una punizione
Quando ci entri a quattordici anni
Dalla sezione “La fabbrica” in Ho camminato nel mondo con l’anima aperta, Solferino, 2018

Se magari
Si potesse fermare il frastuono delle macchine
Sentirei la voce delle mie compagne
Cantare le canzoni della vita
Canzoni d’amore di tutti i giorni
Se magari si potesse
Quelle voci che cantano sono fresche e soavi
Se magari si potesse fermare
La voce della fabbrica. Se magari
Dalla sezione “I quaderni della fabbrica” in Ho camminato nel mondo con l’anima aperta, Solferino, 2018


***

FERRUCCIO BRUGNARO

IL CLORURO DI VINILE
Nel nostro reparto si lavora

              il cloruro.

Abbiamo saputo di recente

              che è una sostanza

                    cancerogena.

Abbiamo parlato a lungo oggi

                 di questo

abbiamo discusso, dibattuto.

                 Siamo stravolti.

Duri brividi corrono ora

            sui finestroni

                    del reparto.

Il cloruro di vinile

              non risparmia nessuno.

La morte non è

                mai stata

                così presente.

Non si sente oggi che la morte.

Da Dobbiamo volere, Bertani Editore, 1976
 

UN ALBERO DEVE CRESCERE
Un seme dobbiamo piantare

              compagni

sotto queste valvole, queste tubazioni.

Un albero grande deve crescere subito

              con grossi rami

              potenti nidi.

Cercate, cerchiamo tra le nostre labbra

             morse dall’amarezza

             dall’insulto.

Non dobbiamo aspettare, tergiversare.

Molti alberi devono ergersi

           al cielo presto

           con enormi dimensioni

           profondi capovolgimenti.

Molte vite attendono confinate

            nei tuguri

            nelle loro anime.

Oggi stesso, compagni, dobbiamo sotterrare

            quel seme.

Oggi stesso comincerà a crescere.

Oggi stesso comincerà a rodere

a travolgere la sofferenza, la sopraffazione.

Da Un pugno di sole, Zambon, 2011

***

NADIA AGUSTONI

2

un ragazzo prende a pugni un rompiscatole. la mano grossa è pesante. è qui da due giorni e urla che non è una merda. lo mandano via dopo mezz’ora. passa la direzione. dietro c’è la guardia giurata con la mano sulla pistola. ci guardiamo, è la scena di un film con cowboy e indiani o una sirena troppo forte. un fischio nell’orecchio che spacca.
Dalla sezione LA SCENA DI UN FILM CON COWBOY E INDIANI de I necrologi, La Camera Verde, 2017

4
se uno è in quarantena si vede. nessuno gli parla. aspettano uguale a lepri le orecchie basse. le frasi sotto sotto lo bruciano. una ragazza sono più cattivi. la mandano nel turno coi pakistani. sono arrivati da poco. non capiscono la nostra lingua. ammattisce a spiegare. loro non la guardano una donna. un muro in faccia.
Dalla sezione LA SCENA DI UN FILM CON COWBOY E INDIANI de I necrologi, La Camera Verde, 2017

5
una donna del Ghana una volta andava troppo a pisciare era incinta. lo dissero ai capi di metterla seduta, più leggera. più tranquilla. il giorno dopo non c’era più. i contratti sono solo carta. gente va e viene in poche ore. li assumono per fare le bestie.
Dalla sezione NON SA UNA PAROLA CATTIVA de I necrologi, La Camera Verde, 2017

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